La Monarchia delle Banane

"Il pubblico è un bambino di undici anni, neppure tanto intelligente". S.B.

Voglia di crescita economica. Paura della cura #Berlusconi

Cosa ci riserva il futuro? Non è ben chiaro, anche se non ci sono elementi per essere ottimisti, piuttosto ci sono diversi motivi per immaginare un futuro “complicato”:

  1. Complice anche l’aumento dell’IVA (introdotto per non mettere le mani nelle tasche degli italiani!), torna a farsi sentire l’alto tasso di inflazione. Si dirà che non è altro che una conseguenza, una misura di un fenomento che  quotidianamento abbiamo riscontrato facendo acquisti. Purtroppo il rialzo dell’inflazione ha un’altra conseguenza e cioè che la BCE non abbasserà, nel breve ma probabilmetne anche nel medio periodo, il tasso di sconto. Abbassare il tasso di sconto significa ridare fiato agli investimenti e dare un pò di ossigeno ai mutui a tasso variabile. Non se ne parla.
  2. Il governo, in particolare il Ministro dell’Economia, fornisce ad Equitalia poteri enormi per riscuotere velocemente ed in modo certo,  i crediti che lo Stato dice di vantare (evasione fiscale, contributiva ed altre questioni più tecniche). Si dirà: ma è una buona notizia, finalmente. Peccato che è uno strumento potente ed apparentemente indiscriminato, che rischia di colpire chi è già noto al Fisco, e non riesce a pagare quanto deve per le evidenti difficoltà dell’economia e non per disonestà. Vedremo nei prossimi mesi se affogherà chi lavora o è sul mercato in modo trasparente, o se aiuterà a scovare e recuperare crediti occultati chissà dove.
  3. La domanda interna è bassa. Ed è bassa per tanti motivi: paura nel futuro, sfiducia nella classe politica, incertezza per il proprio posto di lavoro. Poichè stiamo diventanto progressivamente un paese che eroga servizi e consuma manufatti prodotti altrove, in assenza di elementi di rottura siamo condannati alla marginalità se non alla povertà: non sapremo più a chi erogare servizi, il basso costo dei manufatti prodotti altrove diventano ricchezza per pochissimi distributori,  e la maggior parte di noi  non avranno abbastanza soldi neanche per consumare prodotti a basso costo e spesso di bassa qualità.

Fatte queste premesse, sembra che il Governo Berlusconi stia lavorando per mettere in cantiere una serie di misure per far ripartire la nostra economia. Dal mondo produttivo (leggi Confindustria, ConfCommercio ed altre associazioni di categoria) sono arrivate soluzioni ovvie ad analisi tardive, ma anche soluzioni inutili a problemi inesistenti. Ad esempio, discutere di pensioni in un paese dove le aziende non hanno la forza, la voglia e la convenieza a tenere in azienda gli over 50, chiedendo a gran voce di ritardare l’età pensionabile, è miope ed incoerente.  Piuttosto, se proprio vogliamo discutere di pensioni, qualcuno cominci ad occuparsi dei Precari da 1000  euro al mese, che tra 20 anni dovranno campare con 400-500 euro al mese. A meno che non decidano di impiegare parte dei sontuosi 1000 euro per una pensione integrativa.

Per concludere, se si continua a parlare di Pensioni e di riforma del mercato del lavoro, si continua ad aggredire ciò che è ben noto ma non ha più nulla da dare. Ignorare le rendite finanziarie, l’evasione massiccia nei paradisi fiscali, ed il bisogno di più Industria sul territorio, significa sbagliare completamente la diagnosi. E la cura rischierà solo di ammazzare il malato.

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