La Monarchia delle Banane

"Il pubblico è un bambino di undici anni, neppure tanto intelligente". S.B.

Cronache dalla crisi economica italiana #1 – #Moody’s, #FIAT e #bavaglio

Sono le 7 del mattino.
Apprendo che Moody’s declassa l’Italia, classificandola A2. La prendo male. Dopo S&P anche Moody’s mette in risalto l’incertezza economica e politica in cui versa l’Italia. Aspetto una reazione ufficiale, che arriva. Ma non è quella che mi aspetto: non un passo indietro, non un’ammissione di colpa, non un ragionamento sulle osservazioni allegate al declassamento.        Berlusconi :“Non cambia nulla. Andiamo avanti”. Sono avvilito, per lui forse non cambia nulla ma per noi? Per chi lavora tutti i giorni, paga le tasse tutti i mesi, combatte con l’inflazione e l’IVA ogni minuto, siamo sicuri che non cambia nulla?

Sono le 12.
Ieri mi ero interrogato sulla scelta della Fiat di uscire da Confindustria. Che vuol dire uscire da Confindustria? Non lo so, temo che implichi solo maggior libertà di manovra. Lo si intuisce dal giudizio che Marchionne da dell’articolo 8 approvato dal governo isnieme alle misure economiche per dare risposta ai mercati. Nella sua lettera di addio a Confindustria, Marchionne lo ritiene frutto di una importante decisione, ed in più afferma che insieme all’accordo del 28 giugno tra Confindustria e la triade sindacale, “avrebbe permesso a tutte le imprese italiane di affrontare la competizione internazionale in condizioni meno sfavorevoli rispetto a quelle dei concorrenti“. Non capisco. Anche Berlusconi ha preannunciato importanti cambiamenti nella legislazione sul mercato del lavoro. Non riesco a trovare una risposta sul perchè la libertà di licenziare dovrebbe aiutarci nella crescita economica.

Sono le 13 e faccio una pausa.
Mi piacerebbe vedere un paese al lavoro per sfornare idee per ridare slancio alle imprese, dare un pò di respiro a chi lavora, una speranza a chi non lavora. Leggo che il dibattito invece è concentrato sulla legge per regolamentare le intercettazioni (detta anche legge Bavaglio), che oggi alla Camera è all’ordine del giorno. Provo ad immaginare l’Italia fra 6 mesi e mi viene in mente solo SILENZIO. Silenzio sugli intrighi di Palazzo, silenzio sulle P5, P6 e P7 che intanto prolifereranno, silenzio sui politici venduti, comprati e prestati alla politica. Il  silenzio dei capannoni chiusi, delle industrie  ferme, dei negozi vuoti. Silenzio dei giovani senza più una speranza di metter su famiglia, degli anziani senza più voce. Immagino solo un suono flebile, solo una musica lontana, proviene da un Palazzo famoso, luci e suoni, grida di giovani ragazze e canzoni napoletane.

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