La Monarchia delle Banane

"Il pubblico è un bambino di undici anni, neppure tanto intelligente". S.B.

MoDem, ilnostrotempo, BigBang. Un nuovo inizio o la fine del PD?

Siamo in tanti. Eravamo convinti che il PD avesse avuto modo di individuare una linea e deciso di seguirla, in questi lunghi mesi di buio, sotto il giogo di una maggioranza parlamentare incompetente ma schiacciante.

Il PD costruito in questa legislatura di faticosa opposizione, sembrava concretizzarsi in alcune linee guida (per carità niente di portata storica) di recente attuazione:

  • pressing sul Premier affinchè si faccia da parte
  • pressing sul Governo affinchè si vada ad elezioni
  • opposizione netta alle misure economiche messe in campo dal Governo
  • proposizione di misure alternative giudicate più eque ed efficaci (a cominciare dalla patrimoniale)
  • risoluzione dell’equivoco UDC ed ipotesi di alleanza con SeL ed IdV
  • il leader di partito è Bersani, pur con tutti i suoi limiti

Ovviamente le contraddizioni ed i problemi sono tanti, ma di fronte alla maggioranza parlamentare che lentamente si sgretola, di fronte ad un Premier che sembra sul punto di sferrare una serie di attacchi alla disperata (intercettazioni, ispezioni alle procure di Bari e Napoli, misure per la crescita economica fatte col bilancino elettorale), ci saremmo aspettati compattezza e decisione.
Invece è come se, proprio intravvedendo la possibilità di un passo indietro del Premier, fossero esplose componenti “alternative” in preda ad una forza centrifuga irresistibile. In alcuni casi si tratta di interessanti novità rimaste sotto la cenere e finalmente pronte ad emergere dando luogo a confronti e dicussioni. In altri casi si fa fatica a non vedere il nascere di vere e proprie correnti, all’insegna dello scontento e della sfiducia al segretario del PD. Vediamo di che si tratta.

Qualche giorno fa ha cominciato Veltroni, con il suo Movimento Democratico (MoDem): ovviamente “non è una corrente ma un movimento”. E cosa ha da dire MoDem? Che le elezioni sarebbero un disastro, che ci porrebbero in balia dei mercati finanziari, che prima vanno fatte le riforme, che quindi va individuato un candidato autorevole per un governo di transizione. Chi partecipa a MoDem? Veltroni, Gentiloni, Fioroni: sarà che fanno tutti rima con Berlusconi, ma questa paura del voto l’ho sentita anche dal Premier. E poi come si arriva a questo governo tecnico?  Con Berlusconi che decide sua sponte di ritirarsi, con i deputati di PdL e Lega che siedono oggi in Parlamento e che decidono improvvisamente di dialogare con Di Pietro? Ve l’immaginate?

Veniamo a Il nostro tempo, manifestazione promossa da Pippo Civati e Debora Serracchiani, che si svolgerà a Bologna il 22 e 23 ottobre .  Tra i buoni propositi degli organizzatori, c’è quello di “presentare un centrosinistra come ancora non si è visto”. Chi vi partecipa? Oltre a Civati, Serracchiani ed alcuni autorevoli esponenti della società civile,  si segnalano Michele Emiliano, Zingaretti, Rosy Bindi, Scalfarotto. Quindi un altro centrosinistra, “con un format tutto nuovo”, più la promessa di grandi novità da scoprire partecipando alla manifestazione. Ho chiesto a Civati su Twitter se il profilerare di queste iniziative non fosse altro che l’eplosione di varie correnti ed inopportuno in un momento politico come questo? Mi ha risposto che “Il nostro tempo” non è una “sua” creatura ma un raduno unitario, che basta leggere i nomi di chi parteciperà. Vedremo.

Veniamo, infine a Matteo Renzi, ed il suo BigBang alla Leopolda dal 28 al 30 ottobre. Il giovane “rottamatore” finalmente esce dal bozzolo e si prende le sue responsabilità? A quanto pare non se ne parla: “No, nessuna candidatura! Non saremo lì per affermare le ambizioni di qualche io, ma per mostrare che siamo già un noi. Una sorpresa diversa, coinvolgente e inedita”.  E allora cosa vuole ottenere Renzi? Afferma entusiasticamente “Vogliamo un Big Bang che segni l’inizio di un’altra storia” a cui seguono una serie di “basta” indirizzati in buona parte all’attuale direzione del PD. Da capire meglio perchè un rottamatore, vulcano di idee come lui, abbia bisogno di Gorgio Gori e Baricco.

Mi vengono in mente tante domande.

A questi eventi organizzati da esponenti del PD, partecipa il segretario del PD Bersani? Se si vuole innovare e raccogliere e diffondere idee nuove, non sarebbe il caso di confrontarsi con chi guida oggi il partito?

Se proprio si vuole innovare, sia in termini di uomini che di idee (soprattutto chi all’interno del PD si pone come elemento di discontinuità col passato),  non sarebbe il caso di assumersi le proprie responsabilità e proporsi alla guida del partito?

Con i sondaggi che danno il centrosinistra (in formazione PD-SeL-IdV) in netto vantaggio rispetto al centro destra, perchè qualcuno agita il pericolo dell’ingovernabilità o dell’inefficacia di questa coalizione? Perchè decidere al posto dei cittadini che, è evidente, invece vogliono andare a votare?

Insomma all’interno del principale partito di opposizione emergono soprattutto iniziative all’insegna della novità:  idee nuove, format nuovi, grandi sorprese, nuovi soggetti provenienti dalla società civile. Vedremo se tutto questo fervore avrà provocato un fisiologico ricambio di idee e di dirigenti o se contribuirà a disorientare l’elettorato, disperdere altri voti, decretare la fine dell’esperienza PD.

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One Response

  1. Leggo il tuo post e mi torna in mente TAFAZZI!!!

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