La Monarchia delle Banane

"Il pubblico è un bambino di undici anni, neppure tanto intelligente". S.B.

Berlusconi: un ricchissimo esponente della casta portavoce dei sacrifici altrui

L’Italia dei due schieramenti in cui ci ha divisi il Premier (“chi non è con me è contro di me”) ha trascorso giornate col fiato sospeso. C’era chi attendeva la famosa lettera di Berlusconi sperando di trovare finalmente quello scatto d’orgoglio che tanti suoi dipendenti si aspettavano per scongiurare il baratro della disoccupazione. Dall’altra parte, c’era chi temeva i contenuti della lettera, per il pericolo di trovarvi il baratro della disoccupazione e nessun futuro per i propri figli. La lettera è poi arrivata e,  in un certo senso, non ha deluso.

Abbiamo atteso per settimane il decreto sviluppo, il Governo (tranne il Ministro dell’Economia) ci ha lavorato giorno e notte, ma niente. L’Italia ha prodotto solo una lettera, che non contiene riforme ma impegni a farle, cioè promesse, cioè la specialità della casa. Ma l’UE non potendo fare altrimenti (una bocciatura avrebbe determinato il panico e probabilmente il colpo di grazia nei confronti della Grecia), l’ha accettata invitando a dar seguito agli impegni presi. C’è da sperare che al di là della promozione di facciata, qualcuno tra Barroso o Van Rompuy abbia fatto notare che riformare il mercato del lavoro al grido di “facilitiamo le assunzioni dando libertà di licenziare” è una arrampicata sulle vette dell’assurdo. Nessuno meglio di Tito Boeri ieri sera a “Piazza Pulita” ha sintetizzato meglio ciò che andava fatto: libertà di licenziare per i nuovi contratti a tempo indeterminato (anzi nuova terminologia per non spaventare le aziende, contratti unici) nella prima parte del rapporto di lavoro, in cambio di maggiori tutele verso i precari di oggi e verso chi perde il lavoro domani (per la cronaca Boeri dice queste cose da almeno un anno). Altrimenti è macelleria sociale, cioè la lettera.

Certo sono emblematiche la reazioni del giorno dopo. Dopo l’agognata approvazione da parte delle istituzioni europee, di una lettera di intenti portata da due malandati vecchietti il cui Governo nelle stesse ore andava sotto un paio di volte alla Camera, quali sono stati temi più dibattuti?

In Italia il sindacato ritrova unità. Dopo anni di cura Berlusconi/Sacconi  per isolare la CGIL, in un attimo ci ritroviamo la triade più l’UGL sul piede di guerra, perchè anche per il sindacalista più filo-governativo del mondo è difficile far digerire ai propri iscritti che no, la patrimoniale non si può fare, che no, i tagli ai costi della politica non si possono fare subito, ma chi rappresenta contemporaneamente ricchezza e casta politica si prende l’impegno in Europa di licenziare con maggiore disinvoltura.

L'immagine del vertice UE

In Europa il tema più dibattuto sui media è il Presidente del Consiglio di una delle nazioni che hanno fondato l’Unione Europea, di una delle principali potenze economiche europee, il Premier di un Paese in preda da mesi ad un attacco speculativo dei mercati, messo sotto osservazione da UE e BCE, in un momento drammatico per milioni di europei, diventa il protagonista del giorno per…aver squadrato da capo a piedi la signora che da poco ricopre il ruolo di  Premier in Danimarca, come neanche il miglior Totò avrebbe saputo fare.

E’ la solita storia. Possiamo dissociarci politicamente ed eticamente da questo signore, ma anche quando sarà finita la sua era, per anni la nostra immagine sarà questa, di superficiali inaffidabili vitelloni  barzellettieri.

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