La Monarchia delle Banane

"Il pubblico è un bambino di undici anni, neppure tanto intelligente". S.B.

Tenere insieme il futuro (Civati – Renzi) ed il presente (Bersani – Sarubbi) – #occupypd #leopolda #PD #opencamera

Va bene così. Bersani è lì a fare il lavoro sporco, Civati e Renzi a fare il nuovo che avanza, aggiungo Sarubbi e gli altri a documentare gli ultimi giorni di Pompei. A destra gongolano e sguazzano in questa che loro giudicano litigiosità, frammentazione, mancanza di unità e forse qualcosa di vero c’è. Ma è anche fisiologico laddove manca il padre-padrone-sponsor di partito, che ci siano dei punti di vista. E allora la litigiosità non è altro che desiderio legittimo di rinnovamento, la frammentazione è pluralismo, la mancanza di unità è solo spazio a voci e culture diverse. A noi piace così, ed il tentativo della stampa privata del Premier di ridicolizzare la tanta democrazia che si respira nel PD, è solo sintomo di paura se non inadeguatezza culturale a comprenderla.

E’ evidente che c’è una questione generazionale, non potrebbe essere altrimenti, che si riflette nell’uso delle moderne tecnologie di comunicazione, nel social networking, nell’uso di slogan ed accorgimenti di marketing politico che sono patrimonio privilegiato delle figure più giovani. Per questo motivo Bersani è sbarcato su Facebook e Twitter in modo unidirezionale, informando ma senza recepire, senza partecipare, preferendo una comunicazione tradizionale fatta di interviste al Tg, comizi e politica attiva dentro il Palazzo. Tutt’altra cosa rispetto a Mattero Renzi e la sua voglia di BigBang, che alla Leopolda ha manifestato un desiderio di confrontarsi sullo stesso terreno del linguaggio berlusconiano fatto di marketing accurato, linguaggio del corpo attentamente studiato, ricorso un pò strumentale a figure di grido ma che in fin dei conti poco hanno da spartire con la cultura di centrosinistra. Il risultato è stato una valanga di tweet, una valanga di interventi in cui chi parlava sembrava più preoccupato di apparire credibile e comunicativo che a condividere contenuti. Il risultato è l’assenza di una proposta vera, perchè 100 proposte, anche per la velocità di consumo tipica dei nostri tempi, equivalgono a nessuna proposta. Il risultato è il pericolo di apparire veramente solo un rottamatore, bocciando genericamente gli uomini di oggi senza candidare nessuno domani.

Per tutti questi motivi risulta più solida e credibile la proposta di Civati. Il giovane consigliere regionale della Lombardia appare uomo nuovo senza bisogno di inneggiare alla distruzione dell’esistente. Nonostante il roboante hashtag/slogan  #occupypd la sua proposta si concretizza in modo progressivo, pochi passi alla volta, guardandosi bene dallo snocciolare 100 punti difficili da ricordare per chiunque. Comincia da 2 segnali chiari e non negoziabili: il buon esempio viene prima di ogni proposta impopolare (soppressione dei provilegi di casta), e democrazia partecipativa sempre (primarie anche per scegliere i candidati ad entrare in Parlamento). Queste 2 proposte (non 100) sono deflagranti e servono davvero ad occupare il PD, perchè al di là delle chiacchiere servono a smascherare chi farà sul serio sul rinnovamento e chi invece farà poco più che (spettacolare) aria fritta.

In questi tumultuosi movimenti che guardano al futuro, non tutto del presente va demonizzato o snobbato. Ad esempio il lavoro di chi oggi siede in Parlamento ed ha già cominciato ad innovare il rapporto con gli elettori. Andrea Sarubbi e gli altri di #opencamera rappresentano un ponte fra l’oggi ed il domani, e costituiscono un esempio di come si possa ottenere partecipazione usando in modo bidirezionale le moderne tecnologie, informando e raccogliendo umori e proposte in tempo reale. A loro si deve se i cittadini comuni cominciano a comprendere davvero chi hanno mandato in Parlamento ed a quali compromessi è disposto chi è stato nominato e pagato per eseguire e non per pensare.

La sfida è trovare il modo di tenere insieme tutto questo, senza sfasciare. La sfida è occupare con delle proposte concrete lo spazio che gli elettori reclamano per sè e per i rappresentanti più capaci e vedere chi ci sta. In un momento in cui sembra vicino il momento in cui il centrosinistra  potrà sottoporre agli italiani il proprio modello di società e di sviluppo, queste idee e questi talenti vanno tenuti insieme ed utilizzati per costruire sulle attuali fondamenta: 2 idee intorno alle quali aggregarsi e che tracciano un percorso chiaro possono provocare un effetto ben più deflagrante di 100 idee che tra qualche giorno purtroppo non ricorderà più nessuno.

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One Response

  1. […] del 2011, tempi di Leopolde e giovani scalpitanti nel Partito Democratico,  ovviamente ignorati. E si parlava di Pippo Civati e di quella Leopolda da cui uscirono 100 punti 100, 100 slogan di cui solo poche settimane dopo […]

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