La Monarchia delle Banane

"Il pubblico è un bambino di undici anni, neppure tanto intelligente". S.B.

Il Servizio Pubblico di Santoro – Prove di resistenza in uno spazio libero

Cosa ha reso Santoro uno dei migliori giornalisti televisivi italiani? Tanta professionalità, conoscenza del mezzo televisivo, col tempo tanta esperienza, ma senza quella sua militanza onesta ma scomoda ed urticante per alcuni, Santoro non sarebbe il fenomeno televisivo che è oggi.

La prima puntata di Servizio Pubblico andata in onda ieri sera ci a restituito Santoro, ma non l’atmosfera dei suoi precedenti programmi, in particolare quelli degli ultimi anni. Certo ci sono alcuni aspetti facilmente migliorabili, si vede che in alcuni casi manca la perfezione dei ritmi di Annozero, il susseguirsi di inchiesta, dibattito, polemica che ne hanno decretato il successo: la squadra deve probabilmente ancora amalgamarsi e trovare i tempi giusti. Ma l’atmosfera sulfurea del Santoro resistente è sembrata spegnersi quando ha potuto finalmente affermare “Quì possiamo dire tutto quello che vogliamo”, dando spazio poco dopo ad un interminabile monologo di Marco Travaglio, che con la solita ironia ha denunciato comportamenti incredibili, ma dilatati fino ad un punto insopportabile per i tempi televisivi. Senza quella atmosfera sulfurea da girone infernale nel bel mezzo del paradiso artificiale creato ad arte dagli uomini Mediaset infiltrati nella Rai, anche gli argomenti migliori sono sembrati edulcorati, inefficaci. Lo stesso Lavitola, nella sua drammaticità, ha restituito solo un un personaggio della gloriosa commedia all’italiana, piuttosto che non un oscuro faccendiere. Senza un contraddittorio feroce, poi, si è data l’impressione di vedere una fazione che si racconta addosso cose già dette, indignazioni già elaborate, mali di cui conosciamo esattamente i rimedi. La funzione catalizzatrice di un Ghedini o di un Belpietro resta insostituibile, anche per comprendere il fenomeno del sostenitore di centrodestra che ancora ha in sè alcuni interessanti questioni incomprese. Paradossalmente Santoro per esprimersi al meglio ha bisogno di oppositori, ha bisogno da avere di fronte un anti-Santoro da convincere, da inchiodare alle sue responsabilità se non alle sue contraddizioni.

Aspettiamo di vedere quali correttivi verranno apportati alla trasmissione, ma una domanda aleggia nella testa di molti telespettatori: ma il teatrino di centrodestra parteciperà alle sue trasmissioni o il capo ha ordinato di isolarlo?

P.S. Pubblico spaccato a metà tra il maestro e l’allievo Formigli su La7. Certo Formigli ha imparato bene il mestiere, e con il suo Piazzapulita sta rielaborando la lezione di Santoro, con maggiore freschezza ed ancor più sfacciataggine. Al netto dell’attesa di rivedere Santoro, questo round è suo.

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