La Monarchia delle Banane

"Il pubblico è un bambino di undici anni, neppure tanto intelligente". S.B.

Le dimissioni post-datate di Berlusconi – Il Caimano ha vinto ma i mercati ci massacreranno

E’ entrato praticamente dimissionario, ne è uscito con 2 mandati: uno dal Presidente Napolitano, uno dall’UE. Se i mercati hanno studiato la biografia di Silvio Berlusconi, se ne hanno compreso il profilo psicologico e la storia politica di questi anni, quest’ultima mossa del Caimano ci costerà cara. D’altra parte, gli italiani che lo conoscono molto bene, sono divisi nelle solite 2 fazioni: a centrodestra si spera, a centrosinistra si teme il colpo di coda. Nessuno può credere che sia finita così, eccone i motivi:

Il fattore tempo  – Già in altre occasioni ha dimostrato di saper prendere tempo in situazioni disperate. Non solo. Nel poco tempo a disposizione, ha dimostrato di saper ribaltare il tavolo con tutte le carte e le fiches, in modo che non si capisca più chi sta perdendo. I mezzi li conosciamo bene, e sono quelli adottati nel corso della crisi del PDL che ha portato all’espulsione di Fini ed alla nascita di FLI. Abbiamo imparato che cambiare schieramento accettando nomine ad hoc è un atto di responsabilità verso il Paese, mentre abbandonare delusi la maggioranza è un atto di tradimento ed un attentato alla democrazia. Per i cosiddeti “traditori” saranno 20 giorni difficilissimi (o redditizi, dipende). Per l’UDC saranno l’occasione per consolidare quella capacità tutta democristiana di diventare decisivi nei momenti importanti.

La presunzione di infallibilità – L’uomo si vanta di non essere stato mai bocciato il che rende ogni sua decisione indiscutibile prima e inattaccabile dopo (è un vero specialista nel trovare spiegazioni incredibili quando le cose non vanno benissimo, tipo che la crisi attuale è colpa del cambio lira-euro…). Allo stesso tempo, la sopravvalutazione di sè lo porta a non concepire una guida diversa per il paese (“Al G20 mi sono guardato intorno ed ho pensato: chi altri se non io avrebbe potuto rappresentare l’Italia in un contesto così importante”).

Il pericolo giudiziario – Tocca dargli ragione: il suo non è attaccamento alla “cadrega”, non in senso stretto. Per il Caimano, il Paese, le istituzioni, le riforme, i comunisti, non sono altro che parole, che strumenti con cui cimentarsi per mantenere una carica che gli consente di temporeggiare, tenendo alla larga i magistrati. C’è da giurare che in questi 20 giorni che ci separano dall’approvazione del maxi-emendamento, sarà questa la sua principale preoccupazione: avrà sicuramente tenuto costantemente d’occhio lo spread ma non per i motivi che possiamo immaginare, ma perchè la sua discesa segnifica semplicemente un pò di respiro, aver guadagnato qualche giorno di libertà.

Il sistema delle Promesse – E’ la specialità della casa. In questi anni ha fatto credere ai suoi elettori di avere in mente una rivoluzione riformista, e dopo non aver combinato granchè è ancora incredibilmente al suo posto. Ha una incredibile capacità di recitazione, per cui riesce a far credere agli abitanti di Lampedusa, disperati per una invassione di ezxtracomunitari che ne stavano metendo in ginocchio la soprvvivenza, riesce a promettere campi da golf, spot in teleisione ed il Premio Nobel! Fin quì tutto normale, i Lampedusani però applaudivano felici.

Insomma, quello uscito dal Quirinale ieri sera sembra essere un patto, per carità scritto col sangue visto che uno dei firmatari è il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ma è pur sempre un patto, il che vuol dire che ha potuto porre delle condizioni, ha potuto operare un baratto. Il Caimano  in modo strategicamente impeccabile ha aspettato l’ultimo momento utile, con lo spread a 500, per dire “Ora non c’è tempo per elezioni e governi tecnici, approvo io la Legge di Stabilità e poi mi dimetto”.  In pratica ha dettato i tempi, le condizioni, la via d’uscita e sotto sotto anche la soluzione alla crisi.

Comincia una logorante campagna elettorale, proprio con l’approvazione della Legge di Stabilità, però dovremmo chiederci: pagherà mai il conto questa classe dirigente? Risarcirà mai le future generazioni dalle decine e decine di miliardi di euro che intanto la crisi sta bruciando? E purtroppo non è ancora finita, ora si balla davvero.

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One Response

  1. Ci aspettano tempi molto molto difficili! Tutti dobbiamo dare il nostro contributo per salvare il paese, perchè la politica quella con la P maiuscola la fanno in primis i cittadini.
    Berlusconi se ne andrà ma il suo fantasma e le macerie lasciate da questa politica ci accompagneranno ancora per molti mesi se non anni.

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