La Monarchia delle Banane

"Il pubblico è un bambino di undici anni, neppure tanto intelligente". S.B.

Riforma mercato del lavoro – Proposte Ichino a 24Mattino

Per chi non avesse avuto modo di seguire 24Mattino stamattina,  Alessandro Milan ha intervistato il senatore del PD Pietro Ichino, giuslavorista sempre al centro del dibattito in tema di riforma del mercato del lavoro.

Nel corso della trasmissione (l’audio integrale a questo indirizzo a partire dal minuto 36.30), Ichino ha spiegato che la sua proposta ha lo scopo principale di unificare il diritto del lavoro, che oggi è frastagliato in 3-4 declinazioni diverse. Le caratteristiche di questo nuovo rapporto di lavoro, sono schematicamente le seguenti:

  • Si applica solo ai nuovi contratti
  • E’ un rapporto di lavoro continuativo (non è a termine)
  • E’ ammesso il licenziamento sempre (a meno di situazioni discriminatorie)

Secondo Ichino, autore del  libro “Inchiesta sul Lavoro”, il tema della riforma del mercato del lavoro è una specie di tabù, specialmente per la sinistra che spesso ha una reazione ansiogena invece di affrontare in modo pacato la questione.

All’obiezione di Milan, circa la facilità introdotta da questa nuova forma contrattuale, sia nell’acquisire che nel perdere il lavoro, Ichino risponde così (ho trascritto parola per parola, perchè secondo me era evidente un certo imbarazzo) :

“Credo che chiunque guardi serenamente i termini del progetto si rende conto che, da questa riforma, chi comincia o riprende adesso  ha solo da guadagnare. Perché dovunque si proponga la scelta, chi si trova in quella situazione dice: preferisco di gran lunga ciò che ci proponete.”

TRADOTTO: Non sarà un granchè ma è meno peggio dei contratti attuali

Ed infine Milan fa ad Ichino la madre di tutte le domande: cosa accadrà a chi, accedendo ora a questa nuova forma contrattuale, tra 3-4 anni dovesse trovarsi in un’azienda in difficoltà, costretta a ridurre il personales?

L’azienda può licenziare, ma è responsabile per la la sicurezza economica e professionale del lavoratore. Per accompagnare il lavoratore verso un nuovo posto di lavoro, è previsto un cosiddetto “contratto di ricollocazione” con delle eccezioni.

Per coloro che hanno maturato almeno 2 anni di anzianità in azienda, un trattamento complementare di disoccupazione del 90% dell’ultima retribuzione al primo anno, 80% al secondo, 70 % al terzo, come avviene in Danimarca.

Per chi ha meno di 2 anni di anzianità è prevista una indennità di disoccupazione di 1 mese ogni anno di anzianità di servizio.

Sono personalmente d’accordo con Ichino che questo tipo di contratto sarebbe sicuramente migliore rispetto agli svariati contratti a termine che oggi costituiscono la gran parte dell’offerta di lavoro. Trovo, invece, molto discutibile la presenza di uno spartiacque fissato a 2 anni, tra chi atterra in modo morbido verso un nuovo posto di lavoro e chi, avendo meno di 2 anni di anzianità lavorativa, rischia di ritrovarsi senza lavoro e con 1 mensilità di indennità di disoccupazione. Il rischio elevatissimo è innescare un valzer di licenziamenti con una frequenza di poco meno di 2 anni, al costo di una mensilità, pur di mantenere basso il costo del lavoro e un elevato livello di flessibilità in uscita.

Annunci

Archiviato in:Cronache dalla crisi economica, Osservazioni, , , , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: