La Monarchia delle Banane

"Il pubblico è un bambino di undici anni, neppure tanto intelligente". S.B.

A Radio24 interessante analisi sull’Italia al tempo di Fiorello

Premessa: Radio 24 sarà pure la “radio di Confindustria” come qualche volta viene sprezzantemente definita, ma contiene tanta offerta intelligente, eterogenea e molto interessante.

Stamattina, ad esempio, durante la sua trasmissione, Oscar Giannino ha cercato di mettere in correlazione l’atteggiamento della nostra classe dirigente con quello del cittadino medio che, in questo periodo di crisi profonda, sono ripiegati su sè stessi, sulla famiglia, sugli interessi privati e poco aperti al mondo esterno, alle relazioni, all’affermazione di sè attraverso il lavoro.

Da quì al successo di Fiorello e del suo show, il passo è breve. Cosa rappresenta questo successo schiacciante, come si può leggere l’offerta televisiva di Fiorello e della sua squadra, in tempi di crisi profonda? E’ solo evasione o c’è qualcosa d’altro? La tentazione di bollare il tutto come il più classico “panem et circenses” c’è, ma da quanto è emerso anche dal parere di Massimo Bernardini, conduttore di Tv Talk  sulla Rai, c’è qualcosa in più.

Forse è tipico di tutte le crisi, ma c’è una tendenza ad enfatizzare il ruolo del tempo libero nelle nostre vite, come vero momento di affermazione di sè, e come fuga da una realtà che non ci piace (tipicamente quella frustrante del lavoro). In questo quadro si inserisce la formula di Fiorello che Bernardini giudica di grandissimo livello ma poco innovativa, non fosse altro per i capelli grigi del grande show-man siciliano che testimoniano ormai di un uomo di spettacolo ormai maturo ed esperto, non certo un giovane innovatore. Ed allora questo successo così enorme con una formula poco innovativa come si spiega? Va messa in relazione con quel rapporto con il tempo libero che Bernardini vede alla radice di queto tipo di fenomeni di intrattenimento. quel desiderio di essere rassicurati da ciò che conosciamo meglio. Proprio il genere di intrattenimento che Fiorello ed i suoii autori sanno fare come meglio non si potrebbe. Nel senso che il genere può piacere o meno, ma è innegabile che come certi vestiti classici sartoriali, non sono rivoluzionari ma sono ben fatti, con cura artigianale e da artigani esperti e capaci. D’altra parte Fiorello non fa altro che cercare di essere sè stesso, circondarsi di amici e fare le cose che sa fare meglio. L’italiano di oggi, appunto, ma ai massimi livelli di professionalità.

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One Response

  1. Personalmente lo vedo anche come un momento per rifiatare dai tanti talk show politici, soprattutto dopo l’apice raggiunto con la caduta del goveno Berlusconi. Un porto sicuro dove cercare un pò di sana spensieratezza in questi giorni amari.

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