La Monarchia delle Banane

"Il pubblico è un bambino di undici anni, neppure tanto intelligente". S.B.

Recessione, default multipli, piani B, spread in discesa, Borse che volano. Aiuto!

Da giorni si vocifera di un piano B (spero che B non stia per Berlusconi) in caso di fine dell’euro. Ormai ci danno in recessione certa nel 2012, Moody’s parla di default multipli, per l’Italia potrebbe essere necessario un prestito di svariate centinaia di miliardi di euro. Però le Borse sono euforiche. Non capisco.

Repubblica.it - ore 16.44

Guardo questo titolo su Repubblica.it e sono disorientato. Contemporaneamente c’è la recessione, il default multiplo, le Borse che festeggiano e lo spread in calo.

Mi pare un altro segno distintivo dei tempi. 10 anni fa abbiamo imparato cos’era la Borsa valori, in pochi mesi una moda dilagante ci ha trasformati in trader esperti, capaci di ragionare di fondamentali, di seguire CdA e leggere trimestrali. Il risultato? Una bolla speculativa enorme, tante migliaia di risparmiatori ci hanno rimesso i risparmi di una vita, i veri trader hanno portato a casa un bel malloppo.

Ora questa sbornia di macro-economia. In questo caso il massimo che noi comuni mortali possiamo fare è acquistare i titoli di stato, in un misto di patriottismo e speculazione, perchè è roba facile e non richiede grandi competenze. Per il resto, nonostante siamo bombardati quotidianamente da informazioni su spread, CDS, revisione dei trattati, eurobond e rischi di default, diciamoci la verità, la gran parte di noi non ci capisce nulla, nè del presente nè dei rischi sul futuro. Almeno, da qualche settimana, mi consola che a decidere del nostro destino, ci sono persone serie, i “professori”. Mi consola anche perchè è’ gente che non racconta barzellette, in linea col fatto che non c’è veramente niente da ridere.

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3 Responses

  1. Il punto è che allo stato attuale (ma forse è sempre stato così) comprare titoli di stato non è meno rischioso che comprare azioni visto che in un eventuale default non è detto che il debito sia ripagato. Quindi quando si pensa di aderire ad operazioni di marketing come il “btp day” di ieri e del prossimo 12 dicembre è meglio essere ben consapevoli di cosa si acquista, da chi lo si acquista e quali rischi comporta. La chiamo un’operazione di marketing perché soprattutto nel caso di ieri non si è comprato “debito” dallo Stato ma da altri operatori (di che nazionalità non è dato saperlo) e quindi è stata solo una partita di giro… nonostante quello che diceva al TG de La7 Mentana 😦

    • mondeban ha detto:

      Infatti suona malissimo la somiglianza con i bond Cirio e Parmalat che le banche si affrettarono a piazzare ai piccoli investitori prima del crollo… Bruttissima storia spacciata per una dimostrazione di patriottismo!

  2. per un approfondimento “il patto di instabilità” di Mario Seminerio http://networkedblogs.com/qJxmu

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