La Monarchia delle Banane

"Il pubblico è un bambino di undici anni, neppure tanto intelligente". S.B.

La stangata – Effetti particolarmente indesiderati della manovra Monti – IRPEF, Pensioni, lacrime Fornero

Premessa: la manovra del governo Monti serve innazitutto a fare cassa, poi a fare qualche riforma strutturale che garantisca benefici costanti nel tempo, infine dare un messaggio ai mercati che quì si fa sul serio.

Detto ciò, ieri sera eravamo tutti curiosi di vedere lo svolgimento del tema: Crescita, Rigore, Equità. Eravamo tutti curiosi di vedere come se la sarebbero cavata i “professori” (o i “galacticos” come li chiama Andrea Sarubbi).  Certo, c’erano molti modi di fare cassa (non facile, 30 miliardi di euro lordi sono tantissimi) e molti modi di far gravare su questo o quel blocco sociale il peso di questo o quell’aspetto della manovra. Il metodo proposto ieri sera dal Presidente del Consiglio pretendeva di rispettare il vincolo di Equità: non sono d’accordo, mi pare piuttosto un metodo per prendere i soldi dove i saldi risultano poi più certi e colpire di striscio i più abbienti senza farli incazzare. Ma si intravvede almeno la buona volontà.

Ma anche a vederla così, ci sono 2 o 3 cosette che mi fanno molto riflettere e gliele vorrei dire, perchè al di là delle tasse e dei sacrifici ci sono un pò di effetti collaterali che andrebbero disinnescati in tempo:

  1. Aumento delle rendite catastali – Sbaglierò ma le seconde case sono molto spesso date in affitto. Siamo sicuri che il maggior esborso previsto a carico dei proprietari di seconde case non verrà poi ribaltato sugli inquilini in nome di maggiori spese di gestione?
  2. IRPEF – E’ vero, per fortuna, non c’è stato l’incremento tanto temuto. Ma a aquanto pare c’è un incremento dell’Addizionale regionale, che però finirà non alle Regioni ma allo Stato. Sbaglio o in questo caso l’incremento dell’Addizionale Regionale la pagano tutti, proprio tutti e non, come previsto per l’Irpef, solo chi percepisce un certo reddito?
  3. Pensioni – E’ troppo facile, le pensioni (come l’IRPEF) stanno lì, con tutti quei soldi a disposizione è impossibile per un governo resistere. Ma continuo a chiedermi, da mesi: già oggi a 50 anni si è vecchi per un’azienda privata, un peso da spostare quanto prima sul sistema pensionistico attraverso scivoli ed incentivi. Portanto l’età pensionabile così ai limiti, non è che aumenta semplicemente la terra-di-nessuno? Questa fascia dai 50 ai 66-70 anni rischia di diventare un peso insopportabile per l’industria privata e senza alcuna tutela.

Un ultimissima riflessione: con uno 0,5% in più di “bollo” sui capitali scudati, avremmo ottenuto 2 risultati importanti: alzare ulteriormente la soglia di de-indicizzazione dall’inflazione ed evitare le lacrime di tante persone, coinvolte Ministro Fornero inclusa.

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