La Monarchia delle Banane

"Il pubblico è un bambino di undici anni, neppure tanto intelligente". S.B.

Fiorello ed il suo clamoroso successo: fu vera gloria o solo mancanza di concorrenza ?

Premessa: adoro senza riserve il Fiorello istrione di Viva Radio2 e faccio parte di una generazione cresciuta con dosi abbondanti di  Varietà (per capirci, purtroppo ,ricordo benissismo Canzonissima).

Ieri sera si è concluso l’opulento e pirotecnico show su Rai1, “Il più grande spettacolo dopo il week-end” (spero si scriva così, purtroppo Twitter ha deformato la mia grammatica per cui ormai per me è #ilpiugrandespettacolodopoilweeekend ). In termini di audience ha superato se steesso. oltre il 50% di share e più di 13 milioni di spettatori. So di espormi ad un grave pericolo, ma fin dalla prima puntata ho una domanda che mi frulla per la testa: ma oggi, chi è in grado di fare concorrenza a Fiorello e disputarsi con lui lo share a disposizione in TV?

Negli anni ’70 ed ’80 del secolo scorso, il Varietà aveva una serie di protagonisti pronti a disputarsi il sabato sera, alcuni con ricette classiche altri in modo più inconsueto. Corrado, Johnny Dorelli, Raimondo Vianello e Sandra Mondaini, e tanti altri ancora. Per venire a tempi più recenti, si ricorda qualche buona apparizione in prima serata, ed in versione moderna, da parte di Fabio Fazio e Serena Dandini.

Oggi chi sono i competitor di Fiorello? Senza sminuirne i meriti di intrattenitore/animatore  istintivo e senza negare i tanti migioramenti visti grazie a studio ed esperienza, è una specie di monopolista che purtroppo roggi cominicia a presentare i problemi tipici della mancanza di concorrenza. Sono lontani da lui, sia per capacità di attrarre il pubblico che per contenuti, i vari Carlo Conti e le sue carrambate canore, o Milly Carlucci e sle sue trasmissioni ormai più reality che varietà.  Nè può esserci confronto con Grande Fratello o altre produzioni Mediaset che difficilmente spiccano per ricchezza di contenuti o cura nei dettagli.

Da cosa si deduce che un talento come Fiorello sta prosperando nel nulla più totale? Nell’incapacità di rinnovarsi (attenzione non innovare, non è certo un Carlo Freccero, per capirci). Lo schema fatto di brevi monologhi, duetti canori, e finta improvvisazione con gli amici di sempre è ancora efficace ma comincia a mostrare qualche crepa. Lo stesso Benigni, fatto il mio doverso inchino alla sua grandezza, sembrava uno studente geniale ma un pò svogliato, che si era preparato poche cose, confidando nella capacità di improvvisazione di sempre.

Forse è lesa maestà (è durissima, contro 13 milioni di spettatori) ma un pò di concorrenza in più ci regalerebbe probabilmente un Fiorello più moderno e sicuramente più godibile. Purtroppo tra editti bulgari e povertà complessiva del panorama televisivo, l’orizzonte è tristemente sgombro.

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