La Monarchia delle Banane

"Il pubblico è un bambino di undici anni, neppure tanto intelligente". S.B.

Riforma del mercato del lavoro e delocalizzazione: quanti casi OMSA ci aspettano

Primo post, di una lunga serie, sul tema della riforma del mercato del lavoro.

Supponiamo di fare la miglior riforma possibile, riducendo drasticamente la precarietà senza distruggere l’Articolo 18.

Ha senso fare una riforma di questo tipo in modo scorrelato dal tema della delocalizzazione? Le lavoratrici dell’OMSA, tanto per fare un esempio tristemente attuale, quali risposte avrebbero ricevuto dalla futura riforma? Probabilmente “solo” ammortizzatori sociali per 1-3 anni secondo l’approccio della riforma, meglio di niente per carità, ma a carico dello stato. E guardando in prospettiva, se la delocalizzazione procede col trend attuale, di quante OMSA dovrà farsi carico lo stato?

In questo modo, gli ammortizzatori sociali, che dovrebbero essere soluzione temporanea e straordinaria, temo diventerebbero strumento massivo ed ordinario per gestire la fila di aziende pronte a scaricare sullo stato i fastidi ed i costi del trasferimento ad Est.

Non ho una ricetta ma moltissime perplessità quando vedo fretta eccessiva nel fare una riforma del mercato del lavoro che assume sempre più un valore simbolico. La questione che mi piacerebbe vedere al centro del dibattito é: come trattenere o disincentivare le aziende italiane a scappare ad Est? Come trattenere l’industria manufatturiera e la produzione di reddito in Italia, usando poi un mercato del lavoro più moderno per gestirne le eccezioni?

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One Response

  1. tradingsemplice ha detto:

    Credo che il problema industriale Italiano sia semplicemente quello di avere buona parte delle imprese che operano in settori tradizionali e non innovano, puntano tutto sul fattore costo.
    In questo modo il destino è segnato, non è possibile compere con India e Cina che hanno costi bassissimi e regolazione inesistente, ma neppure con Polonia ed est Europa.
    Senza innovazione si muore, gli incentivi stati prolungano solo l’agonia.

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