La Monarchia delle Banane

"Il pubblico è un bambino di undici anni, neppure tanto intelligente". S.B.

Il centro-destra e le liberalizzazioni: solo se non tocca Taxi e Farmacie

Se uno vuol capire perchè l’attuale classe politica era destinata al fallimento e perchè non poteva che finire ai margini a fare da sfondo al governo tecnico, bene, deve osservare il dibattito sulle liberalizzazioni.

Il governo Monti, che pure ha esitato nella sua prima manovra, ora sembra intenzionato ad agire ad ampio raggio, toccando almeno nelle intenzioni i settori più disparati. Dalle parole di Catricalà, apprendiamo che dovrebbe toccare almeno al settore idrico, farmacie, notai, tassisti, carburanti, ferrovie. Vi pare poco?

Di fronte a questo ben di Dio, non certo esaustivo, per carità, ma pur sempre tanta roba, il dibattito è desolante.

Alemanno: si intervenga su poteri forti no su taxi. Il sindaco, prosegue poi con “bisognerebbe”,”propongo”, che letti alla luce dei 3 anni di governo Berlusconi passati in totale letargo su questi temi, al solito fa un pò ridere e un pò no.

Berlusconi via Vittorio Feltri: il suo editoriale di oggi va letto, tutto, altrimenti non si riesce a capire come le liberalizzazioni, la modernizzazione del paese, il futuro, le tanto decantate riforme, siano solo parole vuote mentre quello che conta davvero è difendere la posizione, occuparsi del presente, la solita vecchia storia dei bacini elettorali. L’editoriale comincia con una accusa di parzialità alle liberalizzazioni solo annunciate da Catricalà:

Nel mirino ci sono sempre i soliti. Anziché studiare un piano complessivo di liberalizzazioni per non fare torto a nessuno e distribuire le rinunce con criteri di equità, si scelgono tre vittime sacrificali e si procede con crudeltà a dissanguarle.

E le ferrovie, i carburanti, il settore idrico? Niente, come se Catricalà non avesse parlato. Poi passa in rassegna le 3 categorie di tartassati, affermando tra l’altro che che i tassisti sono dei poveracci che dopo aver acquistato licenze da 200.000 euro (a queste cifre mi sembrano piuttosto piccoli imprenditori, o no?) ora sarebbero a rischio di vedersi ridotti a proletari. Ora, se alla parola “farmacista” ognuno di noi penserebbe almeno ad un agiato professionista, Feltri no:

Ma non sono dei nababbi. Ricoprono un ruolo importante. Le farmacie sono presidi sanitari che funzionano, tant’è vero che la maggioranza di noi, quando ha un disturbo, dove va se non nel negozio contrassegnato dalla croce verde luminosa?

Quì Feltri tenta di provocare nel lettore, con scarsissimo successo, un sentimento di pietas verso il povero, utilissimo farmacista che per sopravvivere eredita negozio, licenzia ed è costretto a prendere una laurea in Farmacia (anch’essa aperta a tutti, eh). Per chiarire meglio la tesi e lo scopo di questa invettiva contro le liberalizzazioni di Monti, vi propongo di esaminare le domande dell’annesso sondaggio del Il Giornale. La domanda contiene in sè una inesattezza di fondo perchè vuole condurre alla tesi precostituita. Ovvio che se Monti volesse liberalizzare solo quei 3 settori, avrebbe senso la terza risposta che suggerisce di andare a scavare altrove, mediante un “programma di liberalizzazioni più ampio”. E’ inutile dire che purtroppo in tanti hanno abboccato.

Osvaldo Napoli (PdL), va nella direzione opposta:

“Per le liberalizzazioni suggerisco al governo di usare un metodo meno spettacolare di quello usato dall’agenzia delle entrate per gli accertamenti fatti a Cortina d’Ampezzo. Mettere in un unico calderone farmacisti, trasporto locale, notai, servizi locali serve solo a generare confusione e a fare ammuina”.

In un colpo solo 2 carezze all’elettorato PdL, per demonizzare la lotta all’evasione (che finalmente acquista la giusta visibilità), e le liberalizzazioni. Solo che se il metodo Feltri attacca la parzialità delle misure, per Napoli il problema è l’abbondanza dei settori interessati.

Potremmo andare avanti ancora a lungo, a snocciolare esempi della povertà di argomenti e della ricerca strumentale di consenso elettorale. E’ purtroppo l’atteggiamento tipico di questa destra italiana, per cui le riforme di cui si è vantata in questi anni erano sostanzialmente abili travestimenti per robusti e indiscriminati tagli di spesa, ma che alla prova dei fatti trema di fronte all’eventualità che venga colpito il proprio elettorato. Oggi sappiamo, purtroppo, che quell’immobilismo e quei calcoli elettorali ci avrebbero portati alla rovina.

P.S. Un conto è essere favorevoli alle liberalizzazioni per principio, un altro è prepararsi al peggio, cioè sopportare almeno una serrata dei farmacisti e qualche blocco del traffico dei tassisti. Ovviamente ora arriva la parte più difficile.

Annunci

Archiviato in:Le cattive notizie, , , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: