La Monarchia delle Banane

"Il pubblico è un bambino di undici anni, neppure tanto intelligente". S.B.

LIberalizzazioni – Come si diventa Notaio (e soprattutto perchè)

Vi siete mai chiesti perchè un ragazzo decida di voler fare il notaio?  Per rispondere a questa domanda vi racconto il percorso per poterci riuscire,che è in gran parte tratto dal sito notaio.org a cui ho dovuto aggiungere il passo 1 , che nel sito ovviamente non c’è.

L’iter per conseguire il sigillo notarile è costituito essenzialmente da questi quattro passi:

  1. AVER VOGLIA DI FARE IL NOTAIO
  2. LAUREA IN GIURISPRUDENZA
  3. PRATICA NOTARILE DI 18 MESI
  4. CONCORSO NOTARILE

1 – AVER VOGLIA DI FARE IL NOTAIO

Perchè un giovane italiano più o meno intorno ai 18 anni decide di voler diventare Notaio? Ad oggi conosco solo una risposta onesta: perchè è molto remunerativo. Altre risposte, valide in altri campi, non credo siano applicabili (tipo la passione, difficile da comprendere per un mestiere che semplificando consiste nello spulciare carte e codici e mettere il proprio sigillo e la propria firma). Solo un’altra motivazione può risultare ammissibile, ed è quella dell’ereditarietà del mestiere, ma è riconducibile alla motivazione principale (i guadagni) e strettamente legata anche alla possibilità di vedersi semplificato l’iter soprattutto nei passi successivi che esamineremo.

2 – LAUREA IN GIURISPRUDENZA

Non è obbligatoria ma aiuta. Nel senso che altri corsi di laurea quadriennali sono altrettanto utili allo scopo, ma sicuramente prendere una laurea specialistica è decisamente meglio. Questo step, secondo la vulgata vigente, può essere più agevole nel caso il ragazzo di cui sopra abbia il papà Notaio (va bene anche un parente abbastanza prossimo, diciamo almeno con lo stesso cognome). I motivi sono essenzialmente due. Da una parte si può beneficiare di una fonte di approfondimento familiare sempre disponibile  (vanno bene anche i praticanti dello studio di di papà, che per tacito accordo sono anch’essi sempre a disposizione). Dall’altra un nome in certi ambienti universitari è un bene che ha una sua quotazione per cui può dar luogo a qualche (inconsapevole) aiuto.

3 – PRATICA NOTARILE DI 18 mesi
Una volta conseguita la laurea in Giurisprudenza si può presentare la domanda di ammissione alla pratica notarile. Tale domanda va presentata presso il Consiglio Notarile del Distretto dove si intende svolgere la pratica stessa e va corredata del pagamento di una tassa e della dichiarazione del notaio il cui studio verrà frequentato nel periodo prescritto.
L’ammissione viene, quindi, deliberata dal Competente Consiglio Notarile. A seguito dell’ammissione alla pratica notarile, il candidato dovrà frequentare lo studio del notaio da lui indicato per il periodo di 18 mesi (di cui almeno un anno continuativamente dopo la laurea e con la possibilità di anticipare 6 mesi già nell’ultimo anno del corso di laurea). A occhio direi che avere un parente/conoscente Notaio aiuta.

4 – CONCORSO NOTARILE
Esaurita la pratica notarile, si può partecipare al concorso notarile che viene bandito annualmente (o quasi, pare che in alcuni casi passino anche 18 mesi) e si svolge a Roma in unica sede Nazionale. Pare che si tratti di un concorso piuttosto duro e selettivo, che richiede non solo una preparazione giuridico-fiscale di altissimo livello, ma anche una certa sicurezza e padronanza del mestiere appreso durante il praticantato, visto che la prova scritta richiede tra le altre cose anche la redazione di un vero e proprio atto notarile. A tale scopo esistono numerose scuole, alcune delle quali vengono gestite direttamente dai consigli notarili. Famosi nell’ambiente i corsi tenuti da Guido Capozzi a Napoli, che dopo aver formato generazioni di notai ha ormai terminato la sua attività. Niente paura comunque, l’eredità pare sia stata rilevata da qualche suo allievo che tiene tali corsi ispirandosi ai dettami della scuola capozziana. A titolo d’esempio riporto una delle referenze di una sua ex-allieva che oggi tiene uno di questi corsi:

Il Notaio – ex-allieva del Presidente Guido Capozzi – è figlia di un noto professore universitario ed è diventata notaio a soli ventisette anni.

Corsi di questo genere arrivano a costare anche 3.000 euro, quindi occhio che non sono per tutti.

A completare il quadro e capire quindi le motivazioni della liberalizzazione di questa professione, il numero dei notari in Italia è fissato dal Ministero della Giustizia, poichè come spiegato dal Consiglio Nazionale del Notariato, “i notai sono in numero limitato a ragione della pubblica funzione svolta”. Oggi sono circa 4600, ma sembra ci sia spazio per, almeno, altri 1.500 professionisti. Una delle conseguenze di questa sorta di numero chiuso è che il reddito medio di un notaio, in base alle dichiarazioni 2010, è di circa 320.000 euro annui.

E così il cerchio si chiude...

 

 

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One Response

  1. Gio ha detto:

    Il reddito non è male!!! Anche la metà della metà ti fa vivere bene!!! Io lavoro in banca ed ho maturato da poco di fare pratica notarile e mollare il lavoro da dipendente!!! Pazzo???? Assolutamente no!!!! I bancari non sono messi bene un po’ come i notai…. Ci credo poco!!! Meglio i secondi… Secondo me!!!!

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