La Monarchia delle Banane

"Il pubblico è un bambino di undici anni, neppure tanto intelligente". S.B.

E quando Napolitano congederà Monti e i professori?

Il Presidente del Consiglio è a Bruxelles per un delicato vertice UE, con il sostegno della gran parte del Parlamento.

L’ex-capo del governo partecipa alle udienze dei suoi numerosi processi, da imputato.

A parte la Lega Nord che però, senza offesa, fa una specie di opposizione surreale (un attivismo senza precedenti che segue un periodo di immobilismo quando era al governo), le forze politiche nei fatti sono compatte nel sostenere le scelte di interesse nazionale.

Scampoli da paese normale, nel momento in cui la politica si è fatta da parte vittima della sua incapacità di tradurre in realtà le aspettative di elettorati divisi a metà. Il tutto condito da misure economiche e riforme in pochi mesi, come non era mai avvenuto in precedenza. Eppure, mi vengono domande inquietanti.

Quando la parentesi tecnica (con relativa tregua) sarà finita, quale politica ne prenderà il posto? Nella migliore delle ipotesi si fronteggeranno 2 forze uguali e contrarie, nella ennesima riedizione del bipolarismo all’italiana. Se al momento del passaggio del testimone non saranno cambiati neanche gli uomini che dovrebbero rimpiazzare i professori e dare al paese la legittima versione politica del futuro, allora non c’è da essere ottimisti.

Quale clima dopo le elezioni, nel momento in cui, sebbene di misura, uno dei 2 schieramenti prenderà le redini del paese ereditando tutto ciò che i professori saranno stati in grado di mettere in pratica? Probabilmente la destra mascherata da forza conservatrice moderna avrà ancora in Berlusconi il suo azionista di maggioranza, con tutto quel che ne consegue. Difficilissimo individuare il volto futuro della sinistra italiana, ma in presenza di un Cavaliere ancora attivo in politica, temo avremo la solita sinistra indaffarata a studiarne le mosse (stavolta dalle retrovie) e  a disinnescarne i colpi di mano. Al solito, solo facce nuove con idee moderne potranno cambiare l’esito di questo probabile scenario.

Ammetto i miei limiti, per cui non ho risposte definitive. Però mi inquieta il solo pensiero di poter rimpiangere i “professori”. Mi inquieta perchè non conosciamo alternative (nuove) alla democrazia, e la democrazia significa riconoscere legittimità ai partiti (che però sono ancora lontanissimi da noi), significa poter esercitare il diritto al voto (e ad oggi i candidati sono ancora nominati dai partiti), significa che le forze di maggioranza prima o poi cominceranno a fare calcoli di convienienza elettorale.  Insomma , la vera domanda che mi faccio è: saremo preparati al ritorno della politica e soprattutto alle decisioni dei politici?

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