La Monarchia delle Banane

"Il pubblico è un bambino di undici anni, neppure tanto intelligente". S.B.

Riforma del lavoro a suon di cazziatoni – Monti, Fornero, Cancellieri e il #postofisso

Dov’è finita la sobrietà? Siamo sicuri che, solo perchè negli ultimi 17 anni la classe politica italiana ha dato prove pessime di sè, adesso tutti (in special modo i giovani) ci meritiamo una bacchettata al giorno e l’accusa di essere un popolo di “mammoni”, “piagnoni” e “fannulloni”? Nonostante giudico questa classe dirigente di almeno un paio di ordini di grandezza più capace di quella (ahimè) momentaneamente “commissariata”, non riesco più a digerire il quadro quasi grottesco che viene dato del paese.

Secondo il presidente Monti dovremmo smetterla di cercare il posto fisso, perchè prerogativa di un mondo del lavoro, quello dei nostri padri, che non esiste più. Ed io sono d’accordo, solo che le alternative che la classe dirigente di questo paese ha creato per i giovani sono il precariato e la disoccupazione, quindi trovano strano che si rimpianga il posto fisso? Ora la responsabilità è di chi non vuole cercare alternative (che non ci sono in Italia) o di chi doveva creare un tessuto produttivo capace di generarle, le nuove alternative? Una spruzzata di liberalizzazione non basta ad essere credibili su questo tema.

Secondo il Ministro Fornero, la riforma del mercato del lavoro è necessaria, bisogna dare più tutele ma l’Articolo 18 non deve essere un tabù, “non è possibile che non si possa licenziare ed è compito del paese e delle aziende fare in modo che chi viene licenziato possa trovare una alternativa”. Ben inteso che, secondo il Ministro, meglio se la riforma si può concertare con le parti sociali, altrimenti il governo farà da solo. E’ ovvio che questa riforma è necessaria, ma che presupposti rappresentano la minaccia di fare in ogni caso e da soli, e porre sul tavolo una maggiore facilità di licenziamento? “Il posto fisso è un’illusione”, dice il Ministro. Purtroppo, per tantissimi, un posto dignitoso è l’illusione, signor Ministro.

Infine il Ministro Cancellieri. Sostiene che “noi italiani siamo fermi al posto fisso nella stessa città di fianco a mamma e papà”. Ministro, lei sa cosa vuol dire essere emigranti, lei sa che quel flusso di giovani che dal Sud va verso il Centro-Nord non si è mai fermato, tra alti e bassi, negli ultimi 50 anni?  A meno che lei non teorizzi una mobilità su scala mondiale, spingendo ancor di più i nostri giovani ad andare all’estero. Ed il paese cosa ci guadagnerebbe a veder andare all’estero i suoi cervelli migliori? Un minor tasso di disoccupazione da consegnare alle agenzie di stampa?

A me questa storia pare una brutta, bruttissima pagina di qualunquismo disinformato condito da un atteggiamento di superiorità morale che comincia ad insospettire. Il sospiro di sollievo per il cambio al vertice, per la presenza finalmente di un esecutivo di persone autorevoli e preparate, mi auguro con tutto il cuore che non venga considerata una delega in bianco del paese verso un gruppo, non scordiamolo, di una trentina di persone in tutto. Voglio essere governato, certo, con la competenza e la sobrietà che mi era stata promessa, ma guai ad imporre una sorta di ricatto tecnico perchè vedo delle insopportabili tentazioni moraliste in giro.

 

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