La Monarchia delle Banane

"Il pubblico è un bambino di undici anni, neppure tanto intelligente". S.B.

I Guastatori del PDL all’attacco dell’Articolo 18, poco poco, piano piano

Scendono in campo i guastatori del PDL sul tema dell’Articolo 18.

Le tesi in breve sono queste.

Sacconi: il problema dell’Articolo 18 è che impedisce i licenziamenti per motivi disciplinari.

Corsaro: chi difende l’Articolo 18 finge di non capire che quello e’ il vero ostacolo ad una vera opportunita’ di sviluppo per la nostra economia.

Napoli: “Devo ancora conoscere quell’imprenditore che voglia liberarsi di un dipendente operoso e scrupoloso al quale, semmai, pensa di dare un aumento di stipendio”

Di fronte ad un fuoco di fila in cui esponenti dello stesso partito sostengono l’abbattimento dell’Articolo 18 con 3 motivazioni diverse, che bisogna pensare? Pluralità di vedute o dichiarazioni strumentali per sparare nel mucchio? Non so, però prendersela con la legge senza approfondire i motivi di una applicazione forse troppo garantista, o invocare opportunità di sviluppo basate sul licenziamento o screditare il principio ispiratore della legge citando l’unico caso in cui non sarà mai applicata, a me sembra il tentativo di affermare una battaglia di principio per portare uno scalpo alla propria tribù.

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9 Responses

  1. Mauro Poggi ha detto:

    Qualcuno dovrebbe preoccuparsi di far sapere in giro che non è l’art 18 che impedisce i licenziamenti per giusta causa, ma la legge 604/66 (applicabile a tutte le aziende e non solo a quelle con più di 15 dipendenti). L’art 18 stabilisce solo – per le aziende oltre i 15 – cosa succede nel caso il licenziamento fosse ritenuto illegittimo, ai sensi appunto di tale legge.
    La quale, fra le giuste cause, prevede anche i motivi disciplinari, purché sufficientemente gravi – ovviamente.
    Che Sacconi (ex ministro del lavoro) affermi due stupidaggini in un unica frase la dice lunga sull’onestà intellettuale (parlare senza cognizione di causa) e la preparazione dei nostri politici.
    Per quanto riguarda Corsaro, fare dell’art 18 il “vero ostacolo” all’opportunità di sviluppo dell’economia è un’altra di quelle affermazioni che non perché sono ripetute fino alla nausea cessano di essere false. Su (purtroppo) migliaia di licenziamenti, quelli che danno adito a vertenze ex art 18 sono poche decine; solo chi, come certi politici, non ha il senso del ridicolo può sostenere che da soli condizionino “vere opportunità di sviluppo”.
    Chi poi dice che la soglia delle 15 persone impedisca alle aziende italiane di crescere dovrebbe guardare un grafico della distribuzione delle aziende per lavoratori occupati: una curva continua che non presenta alcuno scalino a giustificazione di questa tesi, come anche Confindustria ammette.
    Circa Napoli, gli chiederei intanto quanti siano gli imprenditori che conosce, e poi se per caso ha una definizione univoca e condivisa di “operoso” e “scrupoloso”. A meno che non si voglia lasciare questo dettaglio al solo ed esclusivo giudizio dell’imprenditore. Un po’ come succede alla FIAT di Pomigliano, dove fra i 1845 dipendenti finora richiamati dalla CIGS quelli iscritti alla FIOM brillano per totale assenza: evidentemente perché ritenuti non abbastanza operosi o scrupolosi.

    • mondeban ha detto:

      La cosa veramente triste è che dell’Articolo 18, del suo peso sull’attuale mercato del lavoro, dei suoi effetti in caso di abolizione a molti non interessa. A destra è un trofeo da esibire per non apparire perdenti agli occhi dell’elettorato contrario ai tecnici. A sinistra è in atto una specie di concorso: chi si mostra morbido con l’Articolo 18 si guadagna la patente di Riformista. Ahimè, speculazioni ideologiche sulle spalle dei lavoratori.

  2. paul ha detto:

    voi credete veramente a questi falliti della politica?che se ne vadano a casa,hanno gia’ fatto troppi danni!licenziare creera’ nuovi posti di lavoro?ma andate a quel paese!

  3. Franco Monaco ha detto:

    Se esistesse un articolo 18 anche per i parlamentari quello abolirei per mandare casa almeno una metà di quelli che oggi siedono sugli scranni del Senato e di Montecitorio. L’augurio è che gli italiani capiscano quando giunge il momento.

  4. ermes91 ha detto:

    “Su (purtroppo) migliaia di licenziamenti, quelli che danno adito a vertenze ex art 18 sono poche decine; solo chi, come certi politici, non ha il senso del ridicolo può sostenere che da soli condizionino “vere opportunità di sviluppo”.”

    Sei sicuro? http://angololibero.wordpress.com/2012/02/20/veltroni-e-lart-18/

    • Mauro Poggi ha detto:

      Non intendevo il numero di lavoratori tutelati dall’articolo 18, che sono sì tantissimi; se Veltroni ha sostenuto questo abbiamo un altro bell’esempio di insipienza. Mi riferivo al numero delle vertenze che l’articolo stesso genera ogni anno, veramente poche decine.
      Questo anche perché prima di arrivare a un licenziamento che possa dar adito a vertenza il datore di lavoro cerca di negoziare una risoluzione del rapporto che sia condivisa.
      Il vero problema, semmai, sono i tempi processuali, (che non dipendono certo dall’articolo 18), per cui dopo due o tre anni di processo il datore di lavoro rischia di dover riassumere e pagare pure il pregresso.
      Personalmente non sono contrario a priori a modifiche circa l’obbligo della riassunzione in caso di licenziamento illecito (per esempio stabilendo congrui indennizzi ove il datore non volesse riassumere). Ma che se ne faccia una battaglia accanita come se fosse la condizione per far ripartire l’economia mi fa pensare che l’obiettivo vero è la legge 604, quella che sacrosantamente – a mio avviso – tutela dai licenziamenti arbitrari.

  5. luciano ha detto:

    vorrei che l’articolo 18 valga anche per i nostri ex ministri incapaci di gestire il mondo del lavoro , come ex ministro SACCONI fallimentare la sua gestione a greare posti di lavoro per i giovani. lasciando i cinquantenni senza lavoroie e senza reddito

  6. […] Blog La Monarchia delle Banane segnala le dichiarazioni di alcune fra le nostri più brillanti intelligenze […]

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