La Monarchia delle Banane

"Il pubblico è un bambino di undici anni, neppure tanto intelligente". S.B.

#NoTav – Serve davvero una stampa che fa il tifo?

Detto che nei comitati NoTAV ci sono migliaia di persone pacifiche che semplicemente difendono (senza violenza) il proprio territorio da una deturpazione che giudicano insopportabile, è innegabile che, come in tutti i contesti affollati, ci siano teste calde, speculatori e personaggi affetti da manie di protagonismo.

E’ chiaro che Luca Abbà non è un martire. Se uno si arrampica su un pilone dell’alta tensione credo sappia quali rischi corre, e che un gesto dimostrativo come quello, che sia nobile o meno, che sia giusto o sbagliato , può finire male per tanti motivi.

Di fronte all’epilogo di questa vicenda, sperando finisca bene per il ragazzo, ed osservando l’escalation di tensione che sta montando proprio in queste ore, ci si deve interrogare sul ruolo dei mezzi di comunicazione.

Qual è lo scopo di un editoriale come quello apparso oggi su Il Giornale? E’ vero che il Direttore in genere scrive un editoriale non solo per informare ma anche per commentare i fatti del giorno, ma di fronte ad un ragazzo in coma, il tono canzonatorio che obiettivo si prefigge? Non è chiaro, ma alcuni dei commenti all’articolo ovviamente colgono la provocazione e la fanno propria.

“Perfettamente d’accordo: queste persone sono gli eterni adolescenti, allevati e mantenuti sotto alcool dai sinistri in modo da ragionare solo e sempre con i piedi e non con il cervello”

“Se si salverà e io glielo auguro e senza tanti problemi, sicuramente sarà in prima fila a condurre assalti e a produrre guai. Questa gente è nata per fare del terrorismo, è nata per essere antagonista allo Stato”

“[…] e’ il degno rappresentante del livello ( sotto lo zero) di intelligenza di questi comunisti brigatisti anarchici dei centri sociali. una banda legalizzata di cretinetti”

Questi sono solo alcuni dei tantissimi commenti scritti dai lettori, la stragrande maggioranza dei quali in sintonia con il tono dell’editoriale.

Ce n’era bisogno? In un contesto in cui lo Stato ha preso la sua legittima decisione e va avanti come un ariete, in un contesto in cui è chiarissimo che la popolazione locale non vuole la TAV, ed in un contesto in cui questa contrapposizione è diventata terreno fertile per proteste che nulla hanno a  che fare con la TAV, chi fa informazione deve necessariamente fare il tifo, come un ultras qualsiasi?

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One Response

  1. Mauro Poggi ha detto:

    La qualità intellettuale di due quotidiani come Il Giornale e Libero è specchio di quella dei lettori che li comperano. Sono loro, i lettori, quelli che veramente mi preoccupano.
    Luca Abbà sapeva esattamente il rischio che correva arrampicandosi sul traliccio, quindi non è il cretinetti che sostiene Il Giornale; ma certamente, in virtù di questa consapevolezza, si può dire che “se l’è cercata”. Come se la cercano tutti coloro che davanti a un potere tracotante e sordo, davanti all’indifferenza, sono costretti a forme di proteste estreme: arrampicando su un traliccio, facendo lo sciopero della fame, occupando gru o torri. Ma forse sarebbe più giusto dire che queste persone, più che “cercarsela”, se la trovano davanti, ineludibile come il muro di prevaricazione da cui si sentono schiacciati.

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