La Monarchia delle Banane

"Il pubblico è un bambino di undici anni, neppure tanto intelligente". S.B.

I sondaggi della stampa privata – Libero e la sorpresa Tosi

Ognuno può fare del suo giornale quello che vuole, anche prendere posizioni forti mettendoci la faccia (e la firma). Ma se il Direttore (nel caso specifico Maurizio Belpietro su Libero) scrive:

“Non consegnare l’Italia al Pd è una missione possibile Servono le giuste alleanze, facce nuove e un leader”.

“Il voto si avvicina, proibito far vincere la sinistra. E’ necessario fare pulizia, dare spazio ai giovani, allearsi con Casini. E trovare una vera guida”
non fa semplicemente un endorsement ma si schiera, auspica, propone, detta una linea, insomma fa militanza politica. Fossi in lui, per coerenza, sotto la grande scritta Libero aggiungerei “Organo del Partito della Libertà o qualsiasi altro nome Berlusconi gli darà”. I suoi lettori avranno così le idee più chiare (noi che leggiamo altro le idee chiare le avevamo già), magari il grande capo sarà più contento, ed ogni  passo di minuetto tra Belpietro e Feltri (a proposito, è un pò che non si scambiano il posto…) verrà annoverato come semplice manovra di assestamento interna al partito.

Sondaggio Libero – 12/5/12

Non contento, Libero sul proprio sito internet lancia un sondaggio informale,  per annusare l’aria che tira, capire cosa passa nella testa della gente di destra dopo il deludente voto delle Amministrative.
I nomi proposti nel collage fotografico che accompagna l’articolo sono interessanti, perchè oltre ai soliti noti (ad esempio si propone Casini mentre si invoca un necessario lasciare spazio ai giovani) compaiono nomi di personaggi in passato giudicati almeno come controversi. La Marcegaglia, ad esempio, che pure nell’ultimo anno di governo Berlusconi si era decisa a criticare e dare battaglia quotidiana all’azione di governo. Luca Cordero di Montezemolo, messo in croce dalla stampa privata del Cavaliere non appena il manager dall’inconfondibile ciuffo aveva fatto intendere di voler scendere in politica come volto nuovo di centro.
E invece la gente a volte ti sorprende, se vivi mille miglia lontano dai loro umori, sebbene non dovrebbe.
Non dovrebbe sorprendere che svetti Flavio Tosi, in un momento in cui a dominare la scena politica è soprattutto il rifiuto di ciò che è fermo e immutabile, delle gerarchie incomprensibili di partito, delle stanche e vecchie facce che affollano i nostri talk-show. Tosi si è messo contro l’apparato politico della Lega e, amatissimo dai veronesi, ha fatto di testa sua stravincendo al primo turno. Distanzia Angelino Alfano che pure si era illuso che l’anno di nascita, una spruzzata di web 2.0, qualche slogan meno pacchiano di quelli coniati dal grande capo, servissero a presentarsi come faccia pulita di un nuovo modo di fare politica. E non a caso è  tallonato da Roberto Maroni, altro contestatore all’interno di un apparato di partito che, dalle cronache delle ultime settimane, sappiamo essere corrotto e controverso.
E’ un sondaggio senza alcuna pretesa scientifica, è chiaro, ma sono curioso di vedere come commenterà Belpietro tirando le somme, e se Alfano, il PdL  ma anche il PD, capiranno che Twitter e Facebook sono solo strumenti, che servono per veicolare idee ed avvicinarsi agli elettori. Ammesso che lo si voglia realmente fare.
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