La Monarchia delle Banane

"Il pubblico è un bambino di undici anni, neppure tanto intelligente". S.B.

Da Neil Armstrong a Gonga Dashi, alti e bassi di questa “umanità”

Non smetterò mai di meravigliarmi di come e quanto siamo diversi fra noi, intendo noi genere cosiddetto “umano”. La morte di Neil Armstrong nei giorni scorsi, probabilmente  ha ricordato un pò a tutti quanto sappiamo essere creativi, sognatori e allo stesso tempo concreti e innovatori, al limite dell’incredibile. Siamo stati sulla Luna, cioè abbiamo messo piede su quell’affare  luminoso che ci ritroviamo a guardare di sera, a volte tondo a volte con una forma che è diventata appunto a mezzaluna. Ci siamo stati diverse volte, ma abbiamo fatto di più: abbiamo mandato un robot su Marte, capace di spostarsi sul suolo, scattare (ed inviare sulla Terra soprattutto!) foto in alta definizione, analizzare il terreno. Non contenti abbiamo inviato due sonde, le Voyager1 e Voyager2, ai limiti del nostro sistema solare (in questo momento sono ad oltre 18 miliardi di Km e circa 15 miliardi di Km dalla Terra, rispettivamente). Tutto incredibile appena un secolo fa, e considerando che 100 anni sono insignificanti nella storia dell’umanità, vuol dire che tra tante difficoltà il progresso corre sempre più veloce.

Quello che mi sbalordisce ogni volta è che la stessa razza capace di imprese meravigliose è in grado di procurare tanto gratuito e cieco dolore. Questa ragazza nella foto è Gonga Dashi, ed è una vittima della violenza dell’acido in Bangladesh. da parte di promessi sposi rifiutati, mariti gelosi, padri disonorati, insomma uomini talmente piccoli da vivere solo della luce riflessa delle cosiddette “tradizioni”, incapaci di accettare la dignità di donne finalmente cittadine del mondo, uomini capaci di sfregiarne il volto e l’anima pur di potersi mostrare “vincenti” agli occhi del loro piccolo ed insignificante universo. Si fa fatica a guardare tutte queste foto, ma come molti sapranno il fenomeno è diffuso (si stimano 450 casi all’anno) e non solo in Bangladesh, per cui si tratta della una punta di un iceberg terribile, che abbiamo il dovere di osservare e condannare.

Siamo tanti, diversi, meravigliosi e terribili, per questo mi piacerebbe che oltre a ricordare gli “eroi” come Neil Armstrong o i “geni” come Steve Jobs, nelle scuole venissero letti articoli come questo, apparso sul Corriere della Sera, firmato da Ettore Mo, che racconta i tanti aspetti terribili  del fenomeno del “machismo” violento a base di acido, una macchia indelebile sul nostro essere umani.

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