La Monarchia delle Banane

"Il pubblico è un bambino di undici anni, neppure tanto intelligente". S.B.

Romney-Ryan: mascelloni e mogli bionde per la rivincita repubblicana

Se c’è una cosa che non ho mai invidiato alla “più grande democrazia del mondo” è l’assuefazione del popolo americano ai riti pre-elettorali così visibilmente finti. Il teatrino messo in piedi dagli staff politici, fin dalle primarie di partito, segue regole ben precise, sempre uguali a sè stesse e si sviluppa puntualmente allo scopo di selezionare la guida migliore per gli Stati Uniti d’America. Questo gigantesco rito collettivo viene analizzato talmente in dettaglio dagli addetti ai lavori e da talmente tanto tempo che si ha la netta sensazione che l’analisi si sposti via via dalla sostanza alla forma. In pratica la domanda che gli analisti politici si pongono sempre più spesso, al di là delle ipocrisie di parte,  è: quanto è stato bravo il candidato nel dare quella certa immagine di sè? E di volta in volta, chi intende candidarsi sa che deve fornire una serie di performance incentrate sui principali target elettorali o sui principali valori della società americana. Al di là dei necessari riferimenti alle componenti più rappresentative (o decisive) dei rispettivi elettorati (la comunità afroamericana, gli antiabortisti, la comunità gay), la parte che preferisco è la scenetta del ritratto familiare, un momento fondamentale che deve suggerire probità, fedeltà, senso della famiglia e solidità di valori. E come abbiamo visto con la recente esibizione della signora di Mitt Romney, le mogli talvolta scendono in campo, magari per colmare qualche lacuna comunicativa del candidato, al punto da diventare esse stesse oggetto di analisi da parte dei media: quanto carisma, quanta difesa della famiglia tradizionale, quanto amore incondizionato riescono ad esprimere con le parole e quanto il tutto è sincrono con il linguaggio del corpo.

L’elettore americano medio è davvero così sensibile a tutto il campionario di richiami simbolici, ritratti standardizzati e meccanismi tipicamente cinematografici messi in piedi dai candidati alla presidenza?  Incredibilmente si. Sa esattamente cosa aspettarsi ogni 4 anni, ed ormai è abituato a giudicare i candidati dalla qualità della rappresentazione più che dalla qualità della proposta. In Italia, con la proposta politica populista ed opulenta della nostra destra,  ci siamo pericolosamente avvicinati al modello americano ma, guarda caso, il siparietto familiare era incentrato sulla mamma, visto che dal punto di vista familiare il candidato italiano più famoso non era proprio in grado di metter su nessun ritratto credibile.

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