La Monarchia delle Banane

"Il pubblico è un bambino di undici anni, neppure tanto intelligente". S.B.

USA2012, elezioni che tolgono il sonno.

Foto Time Lightbox

Stanotte vorrei rimanere sveglio. In passato mi è già capitato di passare la notte davanti al televisore, per puro divertimento (Mondiali di Calcio o le finali NBA) o per motivi drammatici (il terremoto de L’Aquila o Fukushima), e ricordo distintamente le sensazioni di gioia o sgomento, e non la fatica ad affrontare da zombie la giornata successiva. Stavolta si tratta dello spoglio dei voti per la presidenza degli USA, credo ne valga la pena.

Le elezioni americane sono sempre state l’unico grande evento politico globale, per  l’impatto del suo risultato sul resto del pianeta ma anche per assenza di competitors: il congresso del Partito Comunista in Cina come le vecchie ascese al potere in URSS non hanno mai avuto carattere pubblico ed i media si sono sempre dovuti accontentare di faticose ricostruzioni spesso incomplete. Ma stavolta, più che in altre occasioni, l’esito delle elezioni ha, oltre al consueto carattere mediatico e politico, anche un possibile impatto sul futuro modello di sviluppo che le economie occidentali stanno faticosamente cercando di mettere insieme. Barack Obama è reduce da 4 anni in cui ha faticato enormemente ad implementare l‘idea di Stati Uniti d’America che così bene aveva raccontato nella campagna elettorale del 2008. Ma nonostante le resistenze del Congresso con cui spesso è dovuto scendere a compromessi ed una crisi che lo ha spinto a manutenere più che a progettare, si è avuta la netta percezione della sua visione green e progressista del mondo. Stavolta ha un avversario ben più temibile dell’anziano reduce repubblicano McCain, che nulla aveva potuto contro l’evidenza dei disastri di Bush e la narrazione sognante ed ispirata di Obama, poichè Romney incarna valori realmente  complementari ai suoi e, soprattutto, una visione del mondo che in Italia conosciamo fin troppo bene: ad esempio l’idea che un signore capace di rendere ricco sè stesso sia in grado di rendere ricchi i suoi concittadini o che un atteggiamente fiscalmente benevolo verso le imprese abbia un effetto a cascata sui cittadini più in difficoltà. Proprio perchè in Italia ci siamo passati, queste elezioni mi tolgono un pò il sonno. E allora tanto vale seguirne una volta tanto con attenzione i riti e le regole, sperando di tirare un sospiro di sollievo che duri per i prossimi 4 anni.

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