La Monarchia delle Banane

"Il pubblico è un bambino di undici anni, neppure tanto intelligente". S.B.

Il tycoon Samorì, forse è il dinosauro dal cilindro

Avvocato, professore, banchiere, imprenditore, miliardario. Per definire Giampiero Samorì, l’astro nascente del PdL alle prossime primarie, vengono utilizzate 2 o più definizioni tra quelle che vi ho elencato.  Interessi in vari settori, banche, immobiliare, tv e giornali per elencarne alcuni, e un patrimonio personale che ne fanno uno degli uomini d’affari più ricchi d’Italia, evocano ovviamente nel popolo di centrodestra l’immagine di un altro tycoon che ha tenuto in pugno Italia ed italiani negli ultimi 18 anni. La sua prima apparizione televisiva, però, ha lasciato molti piuttosto interdetti, comunque la si pensi. Quando Porro e Telese, nella puntata di In Onda del 10 novembre, lo hanno invitato a snocciolare 3 punti chiave del suo programma, ha lasciato il segno. Innanzitutto abbattimento del debito pubblico di 1000 miliardi, subito, così. 250 miliardi verrebbero dalla vendita delle riserve in oro della Banca d’Italia, altri dalla dismissione delle fondazioni bancarie,per i restanti non è ben chiaro da dove proverranno. Poi una tassa patrimoniale sulle grandi “fortune”, dell’ordine del 3-5% a partire dai 10 milioni di euro (si perchè “sotto i 10 milioni non si è ricchi”). Per finire un intervento shock dello stato sul tessuto produttivo, del tipo stop alla produzione di auto a combustibili tradizionali ed obbligo di produzione di sole auto elettriche o ad idrogeno.

Fin quì, scampoli di programma, in cui non si possono non notare alcune furbate populiste, avendo l’uomo annusato/sondato l’aria che tira. Alcune cose, però, mi hanno per lo più inquietato. Innanzitutto la passione per la politica che nasce da una antica collaborazione con Dell’Utri, Poi la spregiudicatezza del personaggio in affari: un processo in corso, una scalata ad una banca romagnola mai riuscita, un primo piedino in Mediobanca (possiede lo 0,4 %). E soprattutto la potenza di fuoco che dichiara di avere già predisposto, nel silenzio generale. Già pronte le 25.000 firme per la candidatura alle primarie (“me lo chiedono tutti”), già pronti circoli e radicamento sul territorio (primi circoli in Sicilia), già pronta la convention inaugurale a Chianciano, dove sarebbero attese circa 10.000 persone. Dall’anonimato alla discesa in campo in un attimo, da 0 a 100 km/h in pochi secondi, come una Ferrari. Il personaggio va seguito, per tanti motivi, perchè comunque vada a finire, lascerà il segno nel PdL, dove un manipolo di scalpitanti delfini aspetta l’occasione della vita.

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One Response

  1. Mauro Poggi ha detto:

    Perché questa fastidiosa sensazione di déjà vu? 😦

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