La Monarchia delle Banane

"Il pubblico è un bambino di undici anni, neppure tanto intelligente". S.B.

Un paio di riflessioni amare dopo Piazzapulita “Crack”

Stavo aspettando con ansia di guardare lo speciale Piazzapulita, dal titolo “Crack“.

Mi aspettavo roba forte, che avrebbe fatto male, ma roba molto più vera e chiarificatrice della reatà edulcorata a fini politici, che ogni giorno tentano di propinarci, e così è stato, purtroppo. Mi auguro lo abbia guardato anche la Ministra Fornero, per confrontarsi e capire cosa c’è fuori dal proprio orto, fuori dai numeri, dalle statistiche, dalle analisi dei centro studi. Di certo ne sanno qualcosa i Ministri Passera e Barca che nel Sulcis hanno sentito il brivido che si prova ad essere disperati, senza futuro imminente: sono semplicemente scappati, in elicottero, perchè inadeguati, fuori posto in tutti i sensi, in giacca e cravatta a fare analisi sociologiche a minatori e pastori sardi, gente che ha negli occhi solo la paura di dover dire ai propri figli, oggi non abbiamo da mangiare, o non posso comprare i libri di scuola.

In questa specie di gara al ribasso, in cui ogni tanto qualcuno tenta di spiegarci che a soffrire di più in questa crisi è questa o quella categoria, nessuna analisi o statistica racconterà mai il tasso di disperazione che prende probabilmente ognuno di noi. Nulla come un reportage ben fatto, ci racconterà quanto e come soffrono i giovani diplomati, laureati, ricercatori, che, costretti a stare al mondo in qualche modo, mettono da parte sogni ed ambizioni, e sopravvivono. O gli studenti a cui sembra essere rimasta solo la protesta, dura qualche volta, ma in un momento storico in cui non hanno nulla da perdere, è l’unica capace di accendere la nostra attenzione: si sentono in trappola, senza via di fuga, hanno subito decisioni sempre peggiori su questioni legate al loro futuro, incapaci di tollerare linguaggio, modi,  riti, privilegi di una classe dirigente marcia. Nulla è più afficace delle facce e delle voci ascoltate a Torino o ad Alessandria, di chi non ha affatto vissuto oltre i propri mezzi ed ascolta incredulo la politica dirgli che i soldi sono finiti, che i posti letto si tagliano, che infermieri precari e sottopagati perdono il lavoro, che finire in un pronto soccorso col personale all’osso può significare sprofondare in un vero e proprio inferno. E l’angoscia dei 40enni e dei 50enni che vivono nel terrore di perdere il lavoro che hanno, perchè non ne troveranno un altro, perchè c’erano ancora Tremonti e Berlusconi quando aspttavano i “provvedimenti per la crescita”, ma la verità è che nessuno sa più come crearla in un mondo occidentale che ha regalato con superbia ad altri la produzione di beni, convinto che avrebbe vissuto di servizi.

Insomma, chi ha visto “Crack” ieri sera, ha sentito il polso del Paese, debole e in via di peggioramento, Ascoltare stamattina discorsi su alleanze, tatticismi, richieste a Monti di continuare, minaccia di ricorsi su date delle elezioni regionali, fa pensare al peggio. Non abbiamo ancora maturato la consapevolezza che affidando il nostro futuro all’interesse di parte o al furore ideologico non avremo scampo, o se lo avremo, avremo pagato tutto noi, semplice gente che lavora per vivere. E in quel momento sentiremo un tintinnio da uno yacht ormeggiato in un bel porto turistico, perchè qualcuno brinderà allo scampato pericolo ancora una volta.

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