La Monarchia delle Banane

"Il pubblico è un bambino di undici anni, neppure tanto intelligente". S.B.

Gli affari secondo Ostellino, più Machiavelli che legalità

Una Tangentopoli su scala mondiale? Forse è eccessivo, ma di sicuro alcune aziende italiane che operano sui mercati internazionali,  stanno tentando di esportare un certo “modello italiano” nel fare affari, che si basa sulle mazzette piuttosto che sulla qualità e sul merito.

corruzioneSu questo tema, ieri, ad Agorà, è intervenuto da par suo Silvio Berlusconi, sostenendo la tesi che un sistema industriale agonizzante come il nostro non si può permettere di giocare pulito, perchè tutti fanno così, perchè in molti paesi ciò che per noi sono tangenti non sono altro che una intermediazione, oppure ciò che a noi appare una tangente in realtà si traduce nel costruire scuole o ospedali nel paese del committente, in cambio di commesse.

Ce n’era abbastanza da far inorridire, considerando che stiamo parlando di un imprenditore, di un ex presidente del Consiglio, e di un non ben precisato candidato a qualcosa alle prossime elezioni politiche. Poi stamattina ho ascoltato a Radio24 il programma di Alessandro Milan, ospiti l’editorialista del Corriere della Sera Piero Ostellino e Bruno Tinti, ex-magistrato ed editorialista del Fatto Quotidiano.

Se volete ascoltare il dialogo più surreale che sia mai avvenuto su legalità, giustizia, Machiavelli e dicotomia tra bene e male, trovate l’audio quì, a partire dal minuto 65.

Come commento personale dico solo che se gli intellettuali di questo Paese sono questi, o sono diventati così, allora non deve stupire che stiamo morendo di corruzione, di malaffare, che ognuno si siente autorizzato ad andare realisticamente oltre la Legge per sopravvivere, negli affari, negli uffici, nei rapporti con gli altri. Se Ostellino pensa che dobbiamo assecondare una visione del mondo dove il Male è inevitabile e la Legge deve tenerne conto, allora lo sforzo da fare è minimo, l’Italia di Berlusconi è già impostata in questo modo.

Vi riporto uno dei passaggi più incredibili del pensiero di Ostellino, già abbonato all’angolo della citazione sul sito del Popolo dela Libertà, e che probabilmente ci finirà anche stavolta.

Le dichiarazione di Berlusconi non sono un incitamento alla tangente, solo una parafrasi di Machiavelli. Il Male esiste, è una condizione naturale. Non si fanno gli affari e la politica con i Pater Noster. La tangenti non sono positive, sono un male, ma un male necessario. Poi che i Magistrati applichino la legge è inevitabile”

Tinti era sconcertato, voi no?

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