La Monarchia delle Banane

"Il pubblico è un bambino di undici anni, neppure tanto intelligente". S.B.

Occupare il PD oggi per provare a governarlo domani

occypypdateniesiNonostante la profonda delusione continuo a seguire le vicende che riguardano il Partito Democratico. E’ stato così per l’assemblea del PD di sabato scorso, in cui i soliti capi-corrente hanno individuato un traghettatore (comodo) ed in cui ai ragazzi che si auto definiscono di #occupypd è stato concesso di consegnare il loro manifesto durante i lavori. Con altrettanto interesse ho seguito il dibattito conseguente, ed in particolare ciò che ha scritto Francesco Nicodemo in proposito sul suo blog. Nel suo post “Guidare il PD, occuparlo non basta“, riconosco la saggezza del militante che ne ha viste tante, ma non trovo traccia della consueta volontà riformatrice nè della spietatezza di certe sue interessantissime analisi .

Guidare il partito è un esercizio che hanno tentato in tanti tanti negli ultimi anni, senza successo a quanto pare, spesso forti anche di una importante investitura da parte dei militanti. Ecco dove siamo arrivati. Occuparlo, con una critica forte ma costruttiva, con un’analisi capace di mettere in discussione non l’anagrafe dell’attuale classe dirigente ma la sua inadeguatezza, mi sembra un tentativo generoso a cui va dato un minimo di ascolto. Occupare il PD oggi, nell’era Epifani e dopo la “carica dei 101”, è un atto di non violenta generosità a difesa del concetto di “partito delle idee”, contrapposto al “partito delle correnti”.  Io sono sicuro che Nicodemo e le altre persone di buon senso che ancora affollano il PD (purtroppo senza posti di responsabilità), abbiano sorriso amaramente ma sofferto anche un pò nel vedere le immagini di Sassoli che in una sede del PD spiega in politichese stretto la scelta conservatrice e un pò autoritaria che ha portato all’elezione del segretario “reggente”. E sono altrettanto sicuro che non deve essere sfuggita la simbolica contrapposizione tra una classe dirigente disconnessa e un avamposto dei tanti elettori “usa e getta” delle recenti primarie che prova a riconnettersi al partito.

E’ vero, si tratta di un gruppo ancora ridotto di persone, tanti giovani, che però hanno il pregio di lanciare un segnale. Se i democratici delusi ed i dirigenti più moderni saranno capaci di cogliere quel segnale, anche cambiandogli i connotati, anche innestandolo in qualcosa di diverso ma affine, allora vorrà dire che c’è vita sul pianeta Democratico. Altrimenti se anche questo tentativo resterà inascoltato e svanirà (come le precedenti edizioni di OccupyPD o i famosi 6 ReferendumPD dello scorso anno), continueremo ad assistere ai vari Civati o Emiliano di turno, critici, coerenti e purtroppo ininfluenti,  sopraffatti dalle solite correnti interne.

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