La Monarchia delle Banane

"Il pubblico è un bambino di undici anni, neppure tanto intelligente". S.B.

La scelta: clienti o azionisti?

pillolamatrixSiamo ad un crocevia, tutti: dirigenti, iscritti, militanti, elettori, astenuti, capi-corrente, delusi cronici.

Se la nostra Costituzione definisce un partito politico come una libera associazione di cittadini, allora è evidente che si tratta di un movimento che nasce dal basso: idee e valori che nascono dalla società e che trovano una casa ed una organizzazione all’interno di un partito politico. Quindi l’organizzazione è un approdo, perchè prima vengono le idee ed i valori che necessitano di una forma di rappresentanza, allo scopo di “concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”, come sancisce l’articolo 49 della nostra Costituzione.

Se idee e valori vengono accantonati e lasciano il posto all’organizzazione, se si confonde il rapporto di casualità tra genesi dei valori in seno alla società e strutture organizzative per articolare tali valori sotto forma di proposta politica e di governo, allora noi siamo stati troppo distratti e qualcuno davanti ad un caminetto o nel chiuso di una stanza ha fatto finta di nulla. Per questo è arrivato il momento di operare una scelta.

Facciamo un piccolo esercizio, e proviamo a pensare al partito come ad una azienda, magari nata a conduzione familiare su una intuizione di un gruppo di appassionati, che diventa una società per azioni. Ecco, in questo scenario si tratta di risolvere una ambiguità che rischia di decretare la fine, ad esempio,  del Partito Democratico: elettori, militanti, portatori sanissimi del germe Democratico e Progressista, quotidianamente immersi nei valori di solidarietà, equità e senso dello Stato, vogliamo essere Azionisti o Clienti di questa società per azioni?

In questo momento c’è il rischio altissimo che le nostre azioni abbiano talmente perso di valore che ci siamo trasformati, nostro malgrado, in Clienti dell’azienda che noi stessi abbiamo contribuito a creare. Essere Clienti implica che il Partito ci propone periodicamente i suoi nuovi prodotti, candidati , programmi elettorali, alleanze. Possiamo solo scegliere se comprare o meno il prodotto, senza incidere sulle scelte aziendali, senza diritto di parola nei consigli di amministrazione, e soprattutto sotto il ricatto morale che, non comprare i prodotti, possa significare la fine dell’azienda. Diventare Azionisti, invece, vorrebbe dire partecipare alle scelte dell’azienda, incidere nei momenti in cui si prendono le decisioni più strategiche, agire difendendo il proprio patrimonio ma pensando al bene dell’azienda e con responsabilità sociale, investendo delle cariche più significative le persone  migliori, con la possibilità di sostituirle nel caso di rivelassero inadeguate.

E’ il momento di ritrovare la nostra funzione: Clienti o Azionisti? Semplici “consumatori” di un’offerta decisa altrove o attori partecipi delle scelte che riguardano il nostro futuro?

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