La Monarchia delle Banane

"Il pubblico è un bambino di undici anni, neppure tanto intelligente". S.B.

Sui Senatori e il rispetto della Costituzione

senatoriL’ex-senatore Di Gregorio che fa jogging in uno dei quartieri più esclusivi di Roma (l’antenato dei 101, reo confesso di aver agito a pagamento per far cadere l’ultimo governo Prodi).  L’ex-senatore Ciarrapico che, secondo le cronache giudiziarie, avrebbe fin dall’inizio della sua storia di “imprenditore” avrebbe intestato ad una serie di prestanome le sue aziende per schivare le attenzioni del fisco. Un attuale Senatore della Repubblica che mette in campo tutta la potenza di fuoco di cui è capace (media, parlamentari, uno stuolo di avvocati, 7 milioni di scudi umani, nonchè il governo del Paese) per sopravvivere ad un destino che rimanda da quasi 20 anni.

In questo scenario, la Giunta per le Autorizzazioni a procedere ha una grande responsabilità, anche pedagogica. Le giovani generazioni sono cresciute nella convinzione che il potere politico-finanziario vince sempre, perchè la Legge non è uguale per tutti, specie per chi può permettersi i migliori avvocati e, grazie alla attuale legge elettorale, di sedere facilmente in Parlamento. Se si vuole dare un senso alla Carta Costituzionale, se non la si vuol ridurre a un elenco di vuoti principi ad uso e consumo dei poveri cristi, allora serve aggraparvisi con tutta la forza possibile e senza incertezze. Se, come sostiene la costituzionalista Lorenza Carlassare (di cui confesso di essere rimasto folgorato l’altra sera a Piazzapulita) , la Costituzione repubblicana nasce espressamente per dare “regole e limiti al potere”, se il consenso popolare non è un passepartout ma proprio perchè maggioranza impone l’osservanza di quelle regole e di quei limiti, allora la Giunta,  le Istituzioni in generale, a partire dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, hanno il dovere di dare un chiaro messaggio al Paese: anche il più irriducibile dei potenti alla fine si piega alle regole che ogni cittadino italiano è chiamato ad osservare.

E’ probabilmente l’ultima occasione che abbiamo, parlo della generazioni che ha visto nascere, crescere e prosperare il berlusconismo pensando si potesse contrastare per delega e senza impegno diretto e personale,  per recuperare un rapporto decente con i nostri figli, che sorridono beffardi dal basso delle loro scuole fatiscenti o dei loro contratti precari, quando gli parliamo di Giustizia ed Equità.

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Papà, cos’è la Pacificazione Nazionale?

pacificazione_smallPapà, cos’è la Pacificazione Nazionale?“.

“E tu che ne sai? Non mi dire cha hai letto un giornale?”

Macchè. C’era sul sito di Repubblica un tizio, secondo me del PdL, che diceva cose del tipo: e ora pacificazione nazionale. E cioè?”

“Provo a spiegarti il concetto, per il momento le opinioni me le tengo per me. In poche parole, le forze politiche che più o meno aspramente si sono contrapposte in questi ultimi 20 anni, provano a deporre le armi, provano a fare un Governo insieme, dicono per il bene del Paese, a moderare un pò i toni della loro contrapposizione. Insomma le forze politiche più grandi, a destra e a sinistra, danno il buon esempio sperando che il loro atteggiamento unisca anche noi cittadini. Tutto chiaro?”

“Il concetto mi è chiaro. Ma quando parliamo di partiti che hanno combattuto aspramente, parliamo delle ultime elezioni. cioè fino a due mesi fa?

“E già. Dal 1994. E fino a due mesi fa, e provo ancora una volta a tenere lontane le opinioni dai fatti, il Partito Democratico e il Popolo della Libertà sostenvano di avere 2 ricette opposte per risolvere la crisi economica, che la propria ricetta era l’unica possibile e che quella degli avversari non era neanche degna di essere presa in considerazione. Fino a due mesi fa.”

Ok,  ma per noi giovani? Cioè per noi è meglio o è peggio?”

“E no, questa domanda la devi rivolgere a te stesso. Quale messaggio ne ricavi da questa storia?”

“E’ un gran casino. Ok, se 2 gruppi di persone che la pensano in modo opposto cominciano a parlarsi è sicuramente positivo.  Se però c’è un problema da risolvere, ci sono 2 modi diversi per risolverlo, e la soluzione diventa un pò di tutte e due le soluzioni, poi il problema si risolve? Il problema nostro, voglio dire.”

“Non lo so, non lo sa nessuno. Però, se vuoi la mia opinione, i problemi che abbiamo sono talmente gravi che servono soluzioni molto precise, serve uno shock per l’economia, la società, la scuola, una sterzata decisa. E una soluzione ben precisa, con un’idea ben precisa sotto, non è mai figlia di un compromesso tra avversari, specie se costretti a stare insieme?”

“Da Napolitano?”

“Esatto. Almeno questo lo sai!”

“Si, l’ha detto Crozza l’altra sera, quando ha imitato Napolitano”

“Crozza, eh? Vabbè meglio di niente, però ti ricordo che Crozza è un comico,”

“E pure Grillo è un comico. E allora?”

“E c’hai ragione.”

“Tu però non sei contento di questa pacificazione nazionale, o sbaglio?”

“No, non lo sono”

“A te Civati ti sta rovinando”

“Si fai ironia tu. Io la penso in un certo modo, lui la pensa esattamente nello stesso modo. Una volta che c’è uno che in Parlamento rappresenta le mie idee…”

“Vabbè. Siete 2 in tutt’Italia, una potenza. E Berlusconi?”

“Berlusconi  è contento. Non ha vinto le elezioni, ma è comunque al governo. Ha ridotto il Partito Democratico ad un gruppo spaesato di giovinastri, senza una guida. I sondaggi lo stanno premiando. Forse gli danno anche la presidenza di una commissione che dovrebbe fare le riforme alla Costituzione… Un trionfo”

“Ma negli ultimi vent’anni  non c’era lui al governo?”

“Non sempre. C’e stato anche il centrosinistra al governo, ma sempre con una armata Brancaleone per cui i governi politici duravano poco, spesso si ricorreva ai tecnici per portare a termine la legislaura, insomma riforme ne han fatte pochine e non hanno inciso granchè sulla vita del Paese. La destra, invece, ha sempre avuto robuste maggioranze, e tra una legge ad personam e l’altra, di riforme purtroppo ne hanno fatte tante: tanti tagli di spesa, progetti di sviluppo nessuno, politica industriale non ne parliamo neanche. Ed oggi siamo quà”

“Cioè se non è sua di chi sarebbe la colpa della nostra situazione, allora?”

“Lui sostiene che è colpa di Monti e dell’Europa, o meglio della Germania. E ora, con la pacificazione nazionale, lo pensano un pò tutti.”

” Ma Monti ha governato poco più di un anno! O no?”

“Si, ma la propaganda funziona così. Ripeti ossessivamente un concetto, e convincerai tante persone che quel concetto è vero”

“E i processi di Berlusconi? Cioè gli danno una presidenza? Ma non è stato condannato?”

“Occhio, è stato condannato in primo grado. Mi dirai che per prudenza e opportunità proprio una presidenza… Comunque i processi al momento sono lì, almeno quelli che hanno resistito a leggi ad personam, prescrizioni etc etc. Vanno avanti lentamente, perchè lui è un Parlamentare, quindi se ha un impegno istituzionale, proprio il giorno di un’udienza, può chiedere che venga spostata.”

“Ma non è che pacificazione nazionale include anche i processi di Berlusconi?”

“Non lo so. Queste cose non vengono mai fatte alla luce del sole, magari accadono, lentamente sotto i nostri occhi, ma senza clamore. I Parlamentari del PdL hanno usato in questi giorni espressioni diverse che sembrano voler dire: la Storia è Storia, mettiamoci una pietra sopra e apriamo un’altra epoca”

“Quindi provo a riassumere. Il messaggio per noi giovani è: il futuro è un disastro, e la responsabilità è della vostra generazione, ed in più se uno è abbastanza ricco, furbo e potente se la cava sempre. Alla faccia della pacificazione nazionale. Io non la vedo facile fare pace con una morale così”

“E’ un pò frustrante, in effetti. E poi io che dovrei dire? Ho votato per anni a sinistra pensando che erano quelli che la pensavano come me. Poi ho scoperto che l’hanno pensata come me fino ad un momento prima di essere eletti in Parlamento. E non sono neanche più sicuro che il PD sia un partito di sinistra. E a volte ho dei dubbi persino su cosa voglia dire essere di sinistra”

“A me di destra o sinistra non mi interessa granchè. Però insisto. Se devo indicare dei responsabili, dico  voi della vostra generazione. Avete visto scorrere il film di Berlusconi davanti ai vostri occhi per vent’anni, senza riuscire a cambiare di una virgola la sua sceneggiatura. Dite di aver votato a sinistra, eppure lui è lì, ha dato la sua impronta all’Italia, siamo tutti d’accordo che la situazione è drammatica, e ora siete tornati da lui. E gli date anche una presidenza. Per riformare la Costituzione. A Berlusconi. E mi vuoi convincere che a vincere non sono sempre i furbi? Cresceremo con questa morale bene in testa, pensa che meravigliosa generazione che sarà la nostra…”

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Il Caimano “responsabile” e le ri-consultazioni

coindizioniSi sono mai viste condizioni che una volta dettate consistono in: assenza di veti, massima disponibilità e larghe intese? Questa deriva francescana conferma definitivamente che il disegno berlusconiano procede secondo tempi e modi prestabiliti. Che Berlusconi avesse centrato il suo obiettivo praticamente pattando la contesa elettorale era abbastanza chiaro. Il dubbio era piuttosto sulle modalità con cui il Cav avrebbe riscosso una volta seduto al tavolo delle trattative. Quando Berlusconi si presenta ai microfoni al termine del colloquio con il Presidente Napolitano, in queste inconsuete ri-consultazioni, sembra di sentir parlare uno statista. Disponibilità ad un governo di coalizione non solo con il Partito Democratico ma anche con Scelta Civica, l’odiata formazione politica di Mario MontiNessun veto su Bersani, totalmente accettabile come Presidente del Consiglio. Nessuna contropartita che riguardi il futuro Presidente della Repubblica o sul nome del vice premier da affiancare eventualmente Napolitano. Statista? Certamente no. Responsabile?  Forse, nel senso “scilipotiano” del termine. Riuscire in questo tentativo, significherebbe per Berlusconi provocare un terremoto nel PD, al punto da scuoterlo fino alle fondamenta. Significherebbe affossare un avversario politico sia colpendolo negli afffetti più cari alla gran parte dei suoi elettori, sia consegnando nelle mani del Movimento 5 Stelle lo scalpo strappato proprio dall’alleanza PD-Pdl che Grillo attende con ansia. Ma non meno importante, disinnescherebbe il pericolo incombente che stavolta, dopo anni di tentativi e promesse, si metta mano al suo enorme conflitto di interesse, alla sua eventuale ineleggibilità, alla legge Gasparri che ha fatto le sue fortune in questi anni, ad una seria legge anti-corruzione.

Insomma, il Caimano non ha nulla da perdere e, riuscito miracolosamente ad accreditarsi come forza responsabile preoccupata soltanto dei reali bisogni del Paese, ora gioca la sua partita oscillando tra la provocazione e lo stallo. E mentre si produce nel suo abbraccio mortale al PD, gode, in tutti i sensi, dei mille legittimi impedimenti che, probabilmente, impediranno per sempre un serio giudizio sulle tante accuse che da anni fedelmente lo seguono.

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Elettori come scudi umani: dopo la Procura di Milano, cos’altro?

CAIMANO-large570L’ho scritto. l’abbiamo scritto, centinaia di volte. Come Saddam, ormai in trappola e senza più difese, il vecchio e indistruttibile leone di Arcore, usa i 7 milioni di elettori raggranellati all’uopo alle ultime elezioni come scudi umani. Nella mia vita non ricordo un uso più sporco, più opportunistico e vile, di espressioni e concetti alti come “la storia”, “la democrazia”, “la sovranità popolare”, adoperate ancora una volta ad arte per difendere interessi, stipendi, un sistema di potere ormai capillare.

Basta leggere alcune delle frasi e delle espressioni costruite in laboratorio dagli onorevoli e senatori del PdL, per capire di quale sia la pretesa in atto:

Bondi: Berlusconi colpito da accanimento disumano

Carfagna: un gruppo di Magistrati senza controllo tenta di sovvertire il risultato elettorale

Bergamini: l’accanimento della Procura di Milano contro Berlusconi è a livelli patologici

Calabria: certta Magistratura vuole sovvertire la volontà popolare

Fitto: imprediremo l’eliminazione giudiziaria di Berlusconi

Leone: golpe della Magistratura, intervenga Napolitano

Bernini: macchina da guerra di singole procure per la sistematica distruzione fisica, morale e politica del leader del centrodestra eletto da oltre 9 milioni di italiani

Insomma un campionario di frasi, parole, espressioni già ampiamente collaudate che basta mettere insieme in un italiano decente e il gioco è fatto. Saremmo capaci anche io e voi di farlo (“certa Magistratura ha superato i limiti della legalità per sfociare nell’accanimento personale”, “7 milioni elettori pretendono anche dalla Magistratura il rispetto della volonta popolare”, “la difesa di Berlusconi dal patologico accanimento di certa Magistratura è doverosa per garantire il rispetto del risultato elettorale”, queste sono solo alcune, ne potrei sfornare a centinaia…).

Siamo stati per 19 anni ostaggi di questo sistema quì, magari non esattamente di queste persone, ma di questo fortino eretto ad arte, fatto di leggi ad personam piazzate come mine anti-uomo sul percorso della Giustizia quando il berlusconismo era al potere, e di paziente attesa protetta dal tepore dello status di Senatore negl altri momenti. Ieri, poi, un gesto simbolico ha segnato il superamento di un nuovo limite, l’ennesimo. L’invasione della Procura di Milano, quelle facce di stipendiati disperati che recitavano semplicemente un copione ben congegnato, che sporcavano l’inno nazionale durante un gesto quasi eversivo, è la minaccia estrema che mi riporta sempre alla mente il finale de “Il Caimano” in cui Nanni Moretti immaginava un Silvio Berlusconi  messo alle strette dalla Procura di Milano che, dopo avervi deposto, se ne andava sdegnato nella sua auto blu mentre alle sue spalle il palazzo veniva attaccato e dato alle fiamme dal suo “popolo”.

Da questo punto di vista, il Parlamento uscito dalle urne ha una grande occasione: condannare Berlusconi non dal punto vista giudiziario, ma costringere lui e la sua corte di politici-stipendiati all’indifferenza, lasciarli andare alla deriva politica. ininfluenti tanto quanto lo sono stati rispetto ai problemi di un Paese intero.

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